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Comunicato stampa del 22 luglio 2008

Sulle Comunità Montane la Regione accetta le indicazioni unitarie della ValnerinaSuperando le divisioni politiche si possono ottenere risultati

L’ipotesi di disegnare una grande comunità montana da Norcia a Otricoli, unendo di fatto la Comunità Montana della Valnerina a quella del Monte San Pancrazio, sembra essere stata abbandonata.  La giunta regionale dell’Umbria, nella procedura per la riforma delle Comunità Montane,  sta optando per una soluzione molto più accettabile che vedrebbe i cinque piccoli comuni montani, situati nell’area intorno alla Cascata delle Marmore e a Terni, aggregarsi ai dieci che già costituiscono l’ente montano della Valnerina.
“L’azione unitaria e compatta dei sindaci della Valnerina – ha detto la presidente della Comunità Montana Agnese Benedetti- ha sicuramente inciso sulle decisioni della Regione dell’Umbria, che aveva sorpreso tutti presentando circa dieci giorni fa un’ inedita proposta di perimetrazione dei territori veramente inaccettabile”. I nove sindaci della Valnerina e il commissario straordinario di Norcia avevano firmato una lettera, promossa dalla Comunità Montana, dove si esprimeva un parere fortemente contrario alla definizione di un ambito esteso dal territorio di Norcia fino ai confini con la provincia di Viterbo.
L’unione e la compattezza delle dieci amministrazioni ha, dunque, fatto la differenza e ha superato le divisioni di appartenenza politica che in passato hanno causato sterili attriti,  non giovando al territorio, ma facendo solo la fortuna di chi le sbandiera per altri fini.
Il riferimento a tale proposito è anche rivolto alle dichiarazioni dell’ex sindaco di Norcia Alemanno che nei giorni scorsi  in un articolo apparso sulla stampa, tentava di rinfocolare separazioni e discordie sparando a zero su tutto e tentando di “bacchettare” chi quotidianamente e da anni lavora, facendo il proprio dovere con il consenso della gente, per la crescita del territorio e della sua popolazione.
Come afferma il sindaco di Cascia Gino Emili “ le scelte per la Valnerina non sono legate esclusivamente  alla caduta dell’Amministrazione del comune di Norcia . Certo è grave per una città quando la giunta del Comune riceve la sfiducia e viene meno, ma tenere unita la compagine istituzionale dovrebbe essere il primo dovere del Sindaco. Alemanno farebbe bene a  rendersi conto, quindi, che nonostante la sua ‘caduta’ ci sono comunque altri sindaci  che continuano a tutelare gli interessi della Valnerina ovviamente nel rispetto delle normative sovracomunali e per quanto in loro potere”.
Per quanto riguarda le Comunità Montane in questi giorni salgono le preoccupazioni per il forte taglio di finanziamenti che il Governo si appresta a stabilire anche nei confronti dei comuni di montagna che vedono diminuite le risorse da destinare ai servizi e agli interventi sul territorio.

Comunicato stampa dell’8 luglio 2007 

La Comunità Montana della Valnerina cura  le sponde del Nera
Dodici interventi per risistemare gli argini danneggiati dalle piene alluvionali

 La Comunità Montana della Valnerina ha dato il via a dodici progetti di manutenzione straordinaria che interesseranno le sponde del fiume Nera nei comuni di Cerreto di Spoleto, Vallo di Nera, Sant’Anatolia e Scheggino. Verranno eseguiti lavori per circa cinquecentomila euro che permetteranno di riparare i danni causati dalle piene autunnali e invernali, quando, a causa delle piogge abbondanti e delle nevicate, il fiume straripando e uscendo dal suo corso, aveva allagato  terreni e abitazioni circostanti, rovinando diversi argini con la forza delle acque.
“Sono lavori di bonifica necessari – afferma il presidente della Comunità Montana Agnese Benedetti – che garantiscono la diminuzione del rischio e una sistemazione del nostro territorio spesso sottoposto a eventi straordinari. L’intervento pubblico si rende indispensabile anche  in sostituzione di quella manutenzione ordinaria che un tempo veniva effettuata con ritmo periodico e costante dagli agricoltori e dagli allevatori di bestiame, oggi in forte diminuzione”.
In particolare la Valnerina beneficerà dei finanziamenti assegnati dallo Stato dopo l’alluvione del novembre 2005 quando era stata dichiarata la situazione di calamità ed emergenza.
In quell’occasione furono molti i danni rilevati e segnalati dalla Comunità Montana  che fu all’opera sin dall’inizio della piena, dando l’allerta e rimuovendo diverse situazioni critiche,  presidiando giorno e notte il fiume Nera e l’affluente Corno, i due maggiori corsi d’acqua.I dodici interventi disposti dalla Comunità Montana, che costituiscono una parte delle necessità effettivamente segnalate sul territorio, riguardano il comune di Cerreto di Spoleto nella frazione di Borgo, dove, con un altro progetto, verrà  risistemato il ponte sul Nera vicino alla chiesa di San Lorenzo; il comune di Vallo di Nera nel paese di Piedi paterno e in località Borbonea; il comune di Sant’Anatolia di Narco presso Castel San Felice  e nelle località di Palombara e Valpiccione; il comune di Scheggino nel centro abitato del capoluogo e nelle località Barvano e Pisciarelli.
Il gruppo di personale idraulico-forestale della Comunità Montana provvederà a svolgere lavori di difesa delle sponde con scogliere in pietrame, a ripristinare le sagome degli argini erosi,  a risistemare i profili dell’alveo del fiume, a tagliare la vegetazione che impedisce lo scorrere delle acque e a rimuovere tronchi o altri sbarramenti che si sono creati a seguito del trascinamento della corrente.

Per la prima volta in Valnerina una borsa regionale sul turismo verde e sportivo

Norcia- Saranno quattro giorni interamente dedicati a presentare il territorio della Valnerina ai migliori operatori turistici del mondo e alle riviste specializzate. Un modo per far conoscere e rafforzare, a livel
o mondiale, tutte le opportunità umbre nel campo naturalistico e sportivo avvalendosi per la prima volta  dell’ambiente e delle strutturedella  Valnerina.La borsa dedicata al turismo verde e allo sport, alla cui organizzazione stanno lavorando l’agenzia regionale di promozione turistica, la Comunità Montana, le varie istituzioni locali, le federazioni italiane sportive, le associazioni e numerosi imprenditori, si terrà probabilmente nel prossimo autunno e rappresenterà uno dei cinque segmenti di promozione del turismo umbro.Proprio ieri si è tenuto un incontro presso la Comunità Montana della Valnerina per fare il punto sull’organizzazione e sulle risorse da mettere in campo.
Erano presenti l’amministratore dell’Apt Umbria Stefano Cimicchi, il presidente della Comunità Montana Agnese Benedetti,  il presidente dell’associazione turistica della Valnerina Angelo Gentili, del sistema turistico locale Carlo Calandri, amministratori dei comuni, i presidenti dei consorzi che raggruppano le strutture ricettive della Valnerina, gli operatori degli sport naturalistici.L’iniziativa sarà strutturata nelle due fasi classiche di  workshop, dove un incontro diretto tra imprenditori e operatori turistici permetterà di vendere e acquistare le varie proposte, e di educational ovvero di conoscenza diretta del territorio e di tutte le sue organizzazioni e offerte per far provare e conoscere ai tour operator  quello che solitamente viene presentato sui cataloghi.
Una grande opportunità per l’Umbria, per la Valnerina e per le imprese che hanno investito finanziariamente e sulla qualità nei settori sportivo e ambientale. Un’occasione per presentare un modello di turismo sostenibile che guarda all’ambiente naturale ma anche alla sostenibilità della permanenza umana, alle sue capacità di tenuta economica e di coesione.
La Valnerina
possiede un alto numero di posti letto a destinazione turistica, distribuiti su tutto il territorio e localizzati in strutture alberghiere, agriturismi, campeggi, bad & breakfast, case vacanza. Cinquemila posti con una percentuale di utilizzo ancora bassa che tocca il 35% complessivo, con punte di stagionalità.L’impiantistica sportiva, ripetutamente scelta da club prestigiosi internazionali, rappresenta un fiore all’occhiello del territorio. Per il 60% è stata realizzata da privati a completamento delle strutture alberghiere, la restante parte è a destinazione pubblica. Ad essa si aggiungonole palestre naturali dove trovano spazio gli sport estremi e l’escursionismo. Globalmente una bella dotazione che può competere con i flussi mondiali soprattutto per le caratteristiche di ambientazione: una rete infrastrutturale localizzata in uno scenario ambientale che non fa solo da sfondo ma permea le attività stesse, offrendo ai visitatori qualcosa di irripetibile.

COMUNICATO STAMPA DEL 17 giugno 2008

 

Prevenzione e lotta agli incendi boschivi: la Comunità Montana della Valnerina ha approvato il piano per il 2008. 

Con una superficie forestale passata in dieci anni da 33.000 a 44.000 ettari e con  un indice di boscosità al 47,8% , la Valnerina rappresenta in l’Umbria una delle realtà silvestri più importanti da riconoscere e tutelare.Il piano antincendio, appena approvato dalla Comunità Montana della Valnerina per l’anno 2008, in stretta relazione con quello varato dalla Regione dell’Umbria, prevede l’organizzazione e le attività per contrastare il pericolo degli incendi che ogni anno, soprattutto nei mesi estivi, minacciano questo straordinario patrimonio distribuito su tutta la zona.
Nove laghetti, posizionati nei vari territori comunali,  funzioneranno come  bacini di approvvigionamento idrico serviti da autobotti ed elicottero; una rete diffusa di viabilità forestale, macchine specializzate per raggiungere i punti più impervi, binocoli, cartografie dettagliate, bussole e radio ricetrasmittenti, costituiranno la base dell’operatività del piano. Alle strumentazioni e ai mezzi si aggiungeranno tre squadre di operatori specializzati pronti a intervenire in caso di necessità, sotto il coordinamento dei tecnici Angelo Cambi e Mauro Bianchi che già si stanno avvalendo per la prevenzione, l’avvistamento, le perlustrazioni e la sensibilizzazione degli abitanti, di tre associazioni di volontariato presenti in Valnerina: i gruppi di protezione civile di Sellano e Cascia e la Legambiente. Ogni operazione di intervento vedrà la Comunità Montana a fianco del Corpo Forestale dello Stato e dei Vigili del Fuoco.
Una sinergia messa in atto per proteggere da comportamenti di sbadataggine o di irresponsabilità le centinaia di specie arboree, spesso compresi in siti di interesse europeo o nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, che riempiono i fianchi delle montagne della vallata e le rive dei corsi d’acqua come roverelle, carpini neri, ornelli, cerri, aceri, lecci, tigli, olmi, conifere (tra le quali spicca il pino d’Aleppo portato presumibilmente in Valnerina dai monaci siriaci del v secolo), ontani neri salici e pioppi. Una cooperazione che tutela i preziosi boschi di faggio, vera particolarità locale e dell’intera Umbria, sia per percentuale di presenza (il 68% della regione) sia come indicatori di una realtà altimetrica e orografica fortemente diversa dal resto del territorio.Negli anni dal 2001 al 2007, in Valnerina sono andati in fumo circa trecento ettari di foreste. Mentre si sono ridotti quelli generati dalle operazioni agronomiche, generati dal mancato controllo dei fuochi accesi per la  pulitura dei campi dalle erbacce, sono aumentati quelli dolosi o quelli per i quali non si riesce a individuare la causa. Il 2007, in particolare, ha visto impegnata la Comunità Montana della Valnerina nei territori di Cascia, Sellano e di Sant’Anatolia di Narco e Scheggino. Negli ultimi due luoghi, alla fine dell’estate, nel tardo pomeriggio fu appiccato un incendio che mise a rischio anche alcune abitazioni.

MUNICATO STAMPA del 5 giugno 2008

 

L’Uncem Umbria esprime un parere negativo sull’ulteriore riforma delle Comunità Montane Umbre approvata dalla Regione.

“Solo provvedimenti di facciata che non colgono gli obiettivi di efficienza”.

 Perugia - Sull’ultimo ritocco alla Legge di riforma delle Comunità Montane, varato dal Consiglio regionale dell’Umbria,  l’Uncem (associazione degli enti locali montani)  esprime un forte parere negativo ed esterna la piena preoccupazione per il metodo con cui il provvedimento è stato portato in aula.
“Mettendo ripetutamente mano, per l’ennesima volta,  a una  Legge approvata nemmeno un anno fa, che aveva ridotto numero, organi e indennità delle Comunità Montane, il Consiglio della Regione Umbria  interviene nuovamente sulla questione, senza il coinvolgimento degli enti interessati e senza che venga colto il vero obiettivo di efficienza e di risposta ai problemi dei cittadini, soprattutto di quelli che in montagna ci vivono”– afferma il presidente di Uncem Umbria Agnese Benedetti.
Con la nuova modifica alla Legge di riforma, la Regione  dice di adeguarsi alla Finanziaria dello Stato, ma lo fa solo in minima parte e occupandosi  più dell’apparenza che della sostanza.
I tanto osannati risparmi conseguenti a questa ulteriore correzione delle indennità  degli organi  andranno, a conti fatti, a realizzare un misero ‘bottino’ di poche migliaia di euro, colpendo, invece, in modo pesante, il rispetto della democrazia e ritorcendosi, paradossalmente, proprio sull’unica area montana della Regione che,  per le sue caratteristiche, ha un territorio esteso e densità bassa di popolazione. Come dire che piove sempre sul bagnato e senza che ci sia qualcuno che per dovere apra un ombrello.
La Regione dell’Umbria, piuttosto, sul tema dei costi della politica si appresti a dare un serio  segnale di risparmio, cominciando, per esempio, a riportare il numero dei consiglieri regionali da trentasei a trenta. Lo faccia diminuendo gli ingenti fondi riservati all’attività dei gruppi politici, che si aggiungono alle singole indennità consiliari e li destini a servizi per la popolazione.
Vedrà che usciranno cifre ben diverse da quelle che percepiscono i presidenti e gli assessori delle Comunità Montane umbre, che al massimo sono pari a quelle guadagnate da un consigliere comunale di una città.
La nuova leggina varata dalla Regione è invece riuscita, con una logica tutta da comprendere, a infliggere un pesante schiaffo al ruolo dei consiglieri comunali, tirandoli fuori dalle giunte e dall’eleggibilità a presidenti delle Comunità Montana, preferendo a essi – eletti dal popolo con tanto di preferenza- addirittura gli assessori esterni.
L’entusiasmo ingiustificato della Regione dell’Umbria, che si onora di essere la prima in Italia ad avere  approvato una Legge di riforma, venga almeno usato ora per decidere se l’attività delle Comunità Montane in Umbria abbia ancora un senso. Se la risposta fosse positiva, come ci auguriamo per il bene delle zone che ne hanno bisogno, che si smetta di girare intorno ai falsi problemi di facciata e si provveda - considerato che siamo già a metà dell’anno e dell’esercizio finanziario - a far conoscere quali siano gli investimenti da destinare a questi enti , per la crescita del territorio e per la  salvaguardia del personale dipendente. 

 

Comunicato stampa del 3 giugno 2008

Il Consiglio della Comunità Montana della Valnerina approva il bilancio di previsione per l’anno 2008.

Buona programmazione nonostante i tagli finanziari e l’incertezza della riforma regionale.

Norcia - Pur nella piena incertezza della riforma regionale che, a distanza di un anno dall’approvazione della Legge che riordina le Comunità Montane in Umbria, continua ancora a presentare modifiche sostanziali agli atti, la Comunità Montana della Valnerina ha approvato il bilancio di previsione per l’anno 2008.Un atto dal valore di circa nove milioni di euro destinati per il 53% ai lavori sul territorio, il 20% alle partite di giro, il resto alla spesa corrente (stipendi al personale impiegato e costi vivi di funzionamento degli uffici) e alle spese per il rimborso dei prestiti. Circa cento dipendenti tra impiegati e operai idraulico forestali e un bell’indotto per l’economia della zona che coinvolge ditte esecutrici, fornitrici di materiali e di altro tipo.
Un bilancio che risente molto dei tagli operati a sfavore delle Comunità Montane negli ultimi anni; tagli in parte condizionati da una diffusa opinione che vede  questi enti solo come strutture ‘pesanti’ e a volte improprie. Un giudizio sicuramente generato dall’esistenza in Italia di una serie di Comunità Montane che non hanno i requisiti e le caratteristiche della “montanità” e che, paradossalmente, finiscono per abbassare anche l’importanza di quegli enti che invece gli elementi distintivi li posseggono tutti.Come si diceva, nonostante le difficoltà e il clima di incertezza che in Umbria non ha ancora definito i perimetri delle nuove Comunità Montane e la loro consistenza (da nove passeranno a cinque), quella della Valnerina ha proposto e costruito il suo strumento finanziario ed economico, garantendo funzionalità e operatività ed evitando di ricorrere alla messa in esubero del personale, evenienza che difficilmente potrebbe garantire il trasferimento dei dipendenti dalla sede di Norcia verso altri enti distanti geograficamente.Il bilancio pluriennale che definisce la gestione futura fino al 2010, pur basandosi su dati concreti, ha dovuto, peraltro, tener conto di una situazione virtuale destinata a subire sostanziali modificazioni con l’attuazione della riforma.
Nel campo delle opere pubbliche da realizzare, si continuerà con la ripulitura e la sistemazione di una fitta rete di sentieri a valenza regionale e nazionale che partono dal tracciato della ex ferrovia Spoleto-Norcia e si snoderanno nei dieci comuni della Valnerina collegando beni naturalistici, culturali, strutture ricettive seguendo i tre cammini dedicati alle testimonianze  ‘benedettine’,‘francescane’ e ‘ritiane’.  Saranno realizzati adeguati connessioni funzionali con i sentieri già realizzati dal Parco dei Monti Sibillini, dai Comuni,  dalle Comunanze agrarie, dal Cai dando vita a una infrastruttura diffusa, leggera e sostenibile capace già di richiamare grosse fette di turisti, soprattutto stranieri.  Interventi consistenti sono programmati sulle sponde del fiume Nera e in particolare a Borgo Cerreto dove la Comunità Montana provvederà al rifacimento del ponte nel centro abitato e alla sistemazione dell’area circostante, mentre i fondi regionali del Piano di sviluppo rurale finanzieranno la sistemazione dei boschi danneggiati dagli incendi e i miglioramenti forestali.
Da un punto di vista politico la seduta consiliare che ha provveduto all’approvazione del bilancio è stata caratterizzata  dall’uscita dall’aula di cinque consiglieri di minoranza che, presenti fino alla discussione del punto relativo al rinnovo della convenzione per lo sportello del cittadino di Cascia,  hanno scelto poi di allontanarsi nonostante  il voto favorevole dato al bilancio, attraverso il  rappresentante del PDL, in Commissione il giorno precedente o nonostante l’assicurazione resa  pochi minuti prima, dal capogruppo delle liste civiche,  di un comportamento di  responsabilità.
Un sesto consigliere, invece, Alberto Canali ex vicesindaco di Norcia, ha mantenuto la sua presenza pur non approvando il bilancio. Così facendo ha garantito il numero legale al consiglio, considerato che nel gruppo di maggioranza – non per spaccature o tensioni politiche ma per motivi contingenti-  tre membri erano oggettivamente impossibilitati a partecipare alla seduta (un viaggio di lavoro all’estero che non ha permesso il rientro e congedi legati a malattia). Un gesto di serietà istituzionale, quello di Canali, apprezzato dal presidente, dalla giunta, dai consiglieri e soprattutto dal personale della Comunità Montana, che ha permesso di rafforzare in un momento delicato la stabilità dell’ente con sede a Norcia, di fronte al dibattito regionale e di non rinviare l’approvazione del bilancio ai giorni successivi con una nuova convocazione. Chi ha parlato di commissariamento immediato, a tal proposito, non saprà che la procedura viene avviata solo dopo la scadenza dei termini di legge e dopo l’eventuale diffida del Prefetto. La presenza del numero legale e la conseguente approvazione del bilancio ha permesso, invece, sin da subito, un’operatività già indebolita dal protrarsi dei tempi dovuti all’incertezza dei finanziamenti e ha evitato il blocco dei lavori. Le Comunità Montane, infatti, rispetto ai Comuni hanno meccanismi finanziari diversi. Per esempio, con i dipendenti del comparto forestale hanno un rapporto che si può definire di ‘tipo aziendale’, ovvero legato al volume dei lavori da realizzare. Gli stipendi dei lavoratori sono assicurati dal reperimento annuale di risorse per opere pubbliche e dalla loro piena efficacia anche nel rispetto dei tempi di esecuzione.
Tale situazione coinvolge, poi, indirettamente il funzionamento e il mantenimento della dotazione del personale impiegato che in Valnerina lega alla redditività dei lavori la piena copertura delle spese per il pagamento degli stipendi.

COMUNICATO STAMPA

“Top of the crops”: il Financial Times incantato da Norcia e dai suoi prodotti gastronomici .

Non solo le montagne e il fascino del piano di Castelluccio definito il “Tibet d’Italia”,  ma soprattutto i prodotti gastronomici di Norcia hanno incantato il Financial Times, principale giornale economico finanziario del Regno Unito.Nelle pagine on line del Financial, Fiona Leney racconta in un lungo articolo intitolato “top of  the crops” la sua esperienza umbra vissuta  a Norcia nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, durante il mese di febbraio.
Frastornata dalle botteghe che espongono salumi di ogni forma, tartufi, formaggi e soprattutto sacchetti di legumi e cereali squisiti coltivati localmente, attratta dal canto dei benedettini nella basilica e colpita dal suono del vento che si mescola a quello delle campanelle delle greggi al pascoli, scrive di questo territorio e dei suoi punti di forza.
“Dove una volta venivano solo gli escursionisti e gli appassionati della montagna, oggi i visitatori sono interessati alla qualità dei cibi e alla loro provenienza e gli agricoltori stanno trasformando le loro vecchie case in agriturismi e bed & breakfast per accoglierli nel modo migliore”
Ne cita una su tutte di queste strutture, in modo entusiastico, il Casale degli Amici, un bell’agriturismo appena fuori dalla cittadina di San Benedetto.  Qui, agli ospiti, vengono servite zuppe di farro e di lenticchia, ricotte, salumi, tartufi, porcini, tutti squisitamente  prodotti in casa, cucinati con passione domestica. I modi sono quelli di una famiglia allargata che unisce al calore dell’accoglienza quello della professionalità e della riservatezza, con la signora Amici che spiega le ricette delle minestre e fa parlare il sapore.
Il Financial Times descrive con interesse anche il proprietario dell’agriturismo, Ernesto, definendolo come un impassibile e premuroso maitre d’altri tempi e la giornalista quasi si stupisce  di trovare in una struttura turistica un tipo diverso dalla stereotipata figura italiana dell’albergatore espansivo. Che dire? Ottimi elementi per la tipica quiete e compostezza inglese.

                                               Norcia 14  maggio 2008

COMUNICATO STAMPA

 Benchmarking Study per il Servizio  Antincendio  Boschivo della Comunità Montana Della Valnerina

 Il giorno 17 maggio 2008 alle ore 9.00 a Norcia  in località Monte Pettenaio, nell’ambito delle attività del Servizio Antincendio Boschivo, la Comunità Montana della Valnerina  organizza   un’ esercitazione di lotta attiva agli  incendi boschivi.
Ad intervenire alla giornata di formazione sarà il Coordinamento di Protezione Civile e Antincendio boschivo” Parco Colli Euganei “di Galzignano Terme (PD) che presenterà le esperienze più significative ed innovative per un confronto di “good action practice ” alla lotta attiva degli incendi boschivi.
La Comunità Montana Valnerina. ha promosso  questa azione di Benchmarking Study, cioè di confronto e di  studio pianificato  delle esperienze migliori,  per uno scambio  sui differenti modelli di intervento delle regioni Veneto ed Umbria atto a  definire protocolli operativi di pronto intervento con  le migliori prassi e mettendo a frutto   “l’esperienza” quale strumento delle molteplicità di spunti e di soluzioni alternative già sperimentate ed efficaci  che evitino perdite di tempo razionalizzando mezzi, strumenti, materiali ed operatori antincendio,modalità operative idonee  in tutte le situazioni di emergenza  che si dovessero verificare anche  in occasione di roghi di grandi dimensioni e che  spesso provocano danni incalcolabili all’ambiente ed al patrimonio boschivo.
Durante l’esercitazione saranno utilizzate attrezzature innovative come ad esempio motopompe ad alta pressione, sistemi schiumogeni, manichette e lance a portata variabile.
Alla giornata sono state invitate : la Regione dell’Umbria, la Provincia, le Comunità Montane dell’Umbria,  il Corpo Forestale, i Vigili del fuoco, i Volontari A.I.B dell’Umbria, i Carabinieri, i Sindaci  e Tecnici dei Comuni della Valnerina, le Scuole , l’Ente Parco,le Guardie Ambientali.

comunicato stampa del 5 aprile 2008

 La Comunità Montana proroga  la scadenza del taglio dei boschi in Valnerina


La Comunità Montana della Valnerina, visto l'andamento climatico dell'inverno 2007-2008 con particolare riferimento alle ultime settimane, ha riscontrato che la quantità di neve presente soprattutto sopra i 1000 m s.l.m. e localmente, nelle zone esposte a nord, anche a quote comprese tra 500 e 1000 m s.l.m., è tale da impedire il completamento dei tagli in corso, mettendo in difficoltà sia le ditte boschive del comprensorio che gli utenti dell'uso civico di legnatico delle Comunanze Agrarie. Pertanto la Comunità Montana ha stabilito, per la corrente stagione silvana,  le nuove scadenze del periodo utile per il taglio dei boschi cedui. Per i boschi cedui situati tra i 500 e i 1000 m s.l.m. la data stabilita per la fine dei tagli è il 30 aprile 2008, mentre per quelli situati sopra i 1000 m è il 15 maggio 2008. La Comunità Montana  ricorda che l'esbosco della legna tagliata può essere effettuato entro i successivi 15 giorni dalle nuove scadenze stabilite per i tagli.

Comunicato stampa del 20.3.08

COMUNITÀ MONTANA  E COMUNI DANNO VITA AL SERVIZIO DI PROTEZIONE CIVILE ASSOCIATO DELLA VALNERINA

Al via il reclutamento dei volontari per il gruppo intercomunale

 Anche la Valnerina, al pari di altri comprensori,  ha finalmente un coordinamento intercomunale di Protezione civile.Questo territorio di grande valore storico, ambientale e artistico è soggetto a continui rischi rappresentati proprio dalla sua conformazione orografica. Infatti, terremoti, crolli di massi, abbondanti nevicate, piene fluviali,  incendi boschivi rappresentano i pericoli maggiori .
Allo scopo di unire le forze e di pianificare in maniera ordinaria la prevenzione e l’emergenza, la Comunità Montana con il progetto “Valnerina:una valle unica, un unico sistema di Protezione Civile” ha promosso un servizio di protezione civile associato  al quale hanno già dato adesione i comuni di Cascia, Cerreto di Spoleto, Monteleone di Spoleto, Preci e Vallo di Nera.
L’iniziativa di grande interesse è stata sostenuta dalla Regione dell’Umbria che nella legge di riforma delle Comunità Montane ha individuato questi enti come ambiti privilegiati per le funzioni di Protezione Civile e che nel caso della Valnerina ha già disposto un finanziamento per le prime attività.
Il progetto è stato presentato a Norcia dal presidente della Comunità Montana Agnese Benedetti, dal coordinatore regionale Alessandro Severi, dal responsabile del servizio regionale previsione e  prevenzione Maurizio Tesorini, dal funzionario provinciale Gianluca Tulelli, dal rappresentante dell’Anci Claudia Coccetti, dal responsabile tecnico della Comunità Montana Antonio Duca.
 
Erano presenti sindaci, amministratori e tecnici locali, presidenti delle Comunanze agrarie, rappresentanti delle associazioni di volontariato, il corpo forestale dello Stato, i Vigili del fuoco e i laureati del corso universitario di coordinamento delle attività di protezione civile. Cinque di essi, in base a un accordo stipulato tra Regione, Anci, Upi e Uncem Umbria assisteranno i Comuni di tutta l’Umbria negli obblighi recati dalla recente normativa sugli incendi boschivi, che prevede l’allestimento di una cartografia e la valutazione del rischio nelle aree percorse dal fuoco.
“Questo servizio rappresenta un buon risultato nella politica associativa delle nostre istituzioni locali che offre prestazioni migliori per i cittadini e la possibilità di accedere a maggiori risorse finanziarie- ha detto la presidente Benedetti. Sin da subito, con la partecipazione di personale esperto, verrà predisposto un unico piano di protezione civile, verranno acquistate strumentazioni e attrezzature utili per il territorio, sarà allestita una sala operativa per le emergenze  e verrà reclutato personale volontario che sarà adeguatamente formato per partecipare alla prevenzione e all’emergenza. Poiché la convenzione rimane aperta,  sarà possibile anche agli altri comuni del territorio di aderire al servizio”.
Un buon inizio per avere una vallata sicura e per infondere la cultura della responsabilità diretta dei cittadini nella salvaguardia del territorio in cui si vive. In tal senso, sono disponibili presso la Comunità Montana e  i Comuni le schede per l’iscrizione dei volontari che andranno a formare il gruppo intercomunale della Valnerina.  Si potranno iscrivere cittadini residenti nella Valnerina che abbiano senso civico e attitudine al lavoro di gruppo, senza limitazione di età a partire dai diciotto anni. Con essi si darà corpo a una forza unitaria in grado di superare i limiti legati alle ridotte dimensioni del territorio e a un insieme di persone con identica formazione professionale, addestramento, mezzi e uniformi e soprattutto con una conoscenza dei propri luoghi.

VALLO DI NERA SU RAI DUE A “SERENO VARIABILE”, SABATO ALLE ORE 17,00-COLAZIONE DI PASQUA, RACCONTI, PASSEGGIATE CON I MULI

Dopo le partecipazioni televisive ai programmi di Raiuno “Sabato & Domenica” e “Uno mattina” avvenute le scorse settimane, Vallo di Nera ospita ancora le telecamere della tv nazionale che manderanno in onda le sue immagini sabato 22 marzo alle ore 17,00 su Rai due.La popolare trasmissione “Sereno Variabile” condotta da Osvaldo Bevilacqua ha trascorso diversi giorni in Valnerina in compagnia della guida esperta degli operatori del servizio turistico locale soffermandosi a cogliere immagini e tradizioni di Vallo di Nera, Castel San Felice e Monteleone di Spoleto.
A Vallo di Nera  Bevilacqua e i suoi collaboratori hanno filmato la tradizionale colazione di Pasqua che tutto il paese consumerà collettivamente domenica mattina. Le gustose pizze dolci o al formaggio verranno affettate e mangiate con fette di salame e capocollo, mentre le uova sode con i gusci colorati e dipinti ruzzoleranno sul tavolo fino alla rottura dei gusci. Un sapore antico che riunisce abitanti e turisti intorno al rito della rinascita primaverile e della Resurrezione.
Da Vallo, bandiera arancione del Touring club e inserito tra i cento borghi più belli d’Italia, andranno in onda racconti paesani, passeggiate con i muli, panorami, scorci e “zoommate” sugli affreschi del 1400 di cui sono ricche le chiese romaniche del castello. Da Castel San Felice “Sereno Variabile” parlerà degli sport da fare sul fiume Nera come la pesca a mosca e il rafting, mentre a Monteleone di Spoleto le telecamere entreranno nella bottega del sellaio, un anziano e provetto artigiano che costruisce ancora a mano ricercati finimenti per cavalli .

NERONORCIA: DOMANI LA COMUNITÀ MONTANA DELLA VALNERINA E LA REGIONE DELL’UMBRIA PRESENTERANNO IL PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE PER L’UMBRIA.

In anteprima a Norcia tutte le opportunità di sostegno finanziario e di crescita per le aziende e gli enti pubblici, fino al 2013.
Domani, sabato primo Marzo, all’interno delle manifestazioni di NeroNorcia, 45.ma Mostra Mercato del tartufo nero e dei prodotti tipici, la Comunità Montana della Valnerina, in collaborazione con la Regione dell’Umbria, presenterà “Il Programma di Sviluppo rurale per l’Umbria 2007-2013”.
L’importante documento di programmazione verrà illustrato in anteprima regionale a Norcia nella stesura definitiva,  dopo il vaglio del Comitato di sorveglianza. Un’occasione importante per le aziende, i tecnici, i Comuni, le Comunanze agrarie e i cittadini della Valnerina  e dell’Umbria che potranno conoscere sin da subito bandi, scadenze e finanziamenti per sostenere le loro attività negli ambiti agricolo e forestale, nell’incentivazione delle attività turistiche, nella promozione dei prodotti, nell’allevamento degli animali, nel restauro di edifici, nella formazione professionale, nella produzione di energia.
Il Programma prevede, infatti, cospicui contributi pubblici che hanno come obiettivo quello di migliorare la qualità della vita nelle aree rurali, di tutelare l’ambiente e di aumentare il livello di competitività delle aziende sul mercato.
L’appuntamento, a cui parteciperanno rappresentanti locali, regionali, dello Stato e della Unione  Europea, è fissato per domani, sabato primo marzo, secondo fine-settimana della Mostra, alle ore dieci presso la Sala del Consiglio Maggiore nel municipio di Norcia, in piazza San Benedetto.

 

PROGRAMMA DEL CONVEGNO:

 Saluto                           Nicola Alemanno, sindaco di Norcia

 Coordina                      Lamberto Sposini, giornalista e conduttore

 Relazione introduttiva Agnese Benedetti, presidente della Comunità Montana della Valnerina

 Intervengono

Ernesta Maria Ranieri, direttore agricoltura Regione Umbria

Giuseppe Blasi, direzione Ministero dell’Agricoltura e delle Politiche Forestali

Piero Mora, direzione agricoltura della Commissione europea

Massimo Marcaccio, presidente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini

 DIBATTITO

Conclusioni                Carlo Liviantoni, Vicepresidente della Regione Umbria e assessore all’agricoltura.

Undici itinerari ricalcano le antiche vie della Valnerina e della montagna di Spoleto, riproponendo l’utilizzo di vecchi tracciati battuti nei secoli da agricoltori, bestie da soma, greggi,  boscaioli, da pellegrini e mercanti, briganti e pastori, da soldati, personaggi illustri, uomini e santi alla ricerca di una naturale spiritualità.
Quelle strade che hanno  accolto i passi di tanta gente e che in epoca recente sono stati necessariamente sostituiti dalla viabilità carrabile di fondovalle diventano, in questa proposta turistica, l’invito a indugiare, a provare emozioni sopite, a camminare a piedi tra la vegetazione godendosi con i passi le salite, le  discese, i tratti in piano di una parte dell’Umbria che ben si esprime attraverso lo spirito autentico del territorio, del paesaggio e degli antichi manufatti, siano essi fonti, edicole sacre, eremi, anfratti e viste  da mozzare il fiato, torri, casali d’altura o borghi di pietra.
Un territorio che viene offerto ai visitatori non solo per la sua travolgente bellezza, ma anche per proteggerlo dall’abbandono, per restituire quel senso di legame stretto con la natura che oggi molti hanno scelto più o meno consapevolmente, e sicuramente con grosso discapito, di non assaporare più. Dunque, undici sentieri come parte di  un progetto di fruizione, di partecipazione, di ricostruzione di un’economia che possa consolidare l’attenzione e garantire ancora la piena attività umana.
E’ innegabile che lo sviluppo di un territorio sia influenzato dalle vie di comunicazione che lo attraversano.  Se agli inizi del secolo scorso la costruzione della ferrovia Spoleto-Norcia, progettata da Erwin Thomann e inaugurata nel 1926, fu per la Valnerina quanto di più moderno si potesse pensare per rompere l’isolamento e agevolare il transito di persone e merci, oggi – dopo tanti anni di abbandono- il recupero del tracciato possiede ancora una valenza economica e sociale. Certamente, non nel senso stretto della movimentazione ordinaria, ma di quella legata ad un comprensorio di alto valore turistico.La ferrovia, a trazione elettrica, fu progettata dall’ingegner Erwin Thomann e costruita dalla Società Subalpina di imprese ferroviarie a partire dal 1913 alla vigilia della prima guerra mondiale. I  lavori furono ultimati nell’estate del 1926 con un ritardo di dieci anni rispetto a quanto preventivato a causa della guerra e delle difficoltà economiche e anche il costo di esecuzione lievitò di molto, arrivando a un totale di cinquanta milioni di lire. Gli edifici: nove stazioni, tredici caselli, una cabina e una sottostazione elettriche, gabinetti, magazzini scorte, abitazioni degli impiegati e dei custodi, rimessa motrici e officina. Diciannove gallerie  estese per circa cinque chilometri, più di venti tra ponti e viadotti che i convogli iniziarono a percorrere per cinquantadue chilometri di percorso totale in due ore, alla media di 25-30 km orari, tra l’entusiasmo dei passeggeri e la soddisfazione del direttore di esercizio l’ingegnere Paolo Busler.Un percorso difficile da considerare soltanto in termini economici, che inevitabilmente, dopo una serie di decreti, portò nel 1968  alla soppressione della linea considerata come “ramo secco” per carenza di passeggeri e sbilancio finanziario. A nulla valsero le proteste, la richiesta di un tronco fino a Cascia per il trasporto dei pellegrini diretti al santuario di Santa Rita  e i comitati di difesa di fronte ai numeri in rosso delle perdite. Diversi lustri sono passati dalla chiusura della mitica ferrovia, dal passare lento di quelle carrozze azzurre, che sferragliavano a strapiombo sui versanti scoscesi del crinale montano tra i boschi di leccio e roverelle,  e a filo d’acqua sul fiume Nera. Oggi il traffico turistico, al pari di quello pendolare, usa le automobili e, con quarantacinque minuti, dalla città ducale di Spoleto arriva in piazza San Benedetto a Norcia, ma non assapora più in modo completo il digradare tranquillo dell’intreccio tra natura e storia e ha una ridotta permanenza nei luoghi.
Ora che la Valnerina ha la più alta disponibilità di strutture ricettive dell’area (sono migliaia i posti letto) e un numero indefinito di borghi e patrimoni artistici da visitare, un paniere alimentare d’eccezione e un ambiente naturale incomparabile, la riapertura del tracciato ferroviario abbandonato offre un concreto impulso alle attività economiche e rinnova quel motivo di unione con Spoleto. D’altronde proprio il motto “modernizzare per unificare” fu la parola d’ordine che ispirò e incitò i pionieri delle strade ferrate, i politici, gli ingegneri che a partire dalla prima metà dell’ottocento (iniziando dalla Napoli- Portici) coprirono il territorio del Paese di rotaie e locomotive.Dunque la ex ferrovia Spoleto- Norcia diventa il denominatore comune di una politica di valorizzazione turistica che copre, insieme alle altre infrastrutture leggere di tipo sentieristico, come la pista ciclabile Assisi-Spoleto e le “autostrade verdi” dell’antica viabilità, una ragguardevole parte dell’Umbria sud- orientale.E se la ferrovia tocca in Valnerina solo il territorio di quattro Comuni su dieci, essa è parimenti importante come fonte di attrazione per tutti, in virtù della ramificazione delle attività che da essa partono e che raggiungono capillarmente l’intero territorio.
I consistenti finanziamenti del Programma di recupero e riqualificazione urbana (PRUSST) e soprattutto quelli regionali, nazionali  e della Comunità europea stanziati nell’ambito del programma integrato per le aree terremotate (PIAT) e del patto per lo sviluppo dell’Umbria, sezione filiera turismo-ambiente-cultura, hanno offerto l’occasione per dare concretezza ai progetti pensati per l’antica via del trenino.
In particolare, contemporaneamente al risanamento e alla messa in sicurezza del tracciato, dei suoi affascinanti viadotti, gallerie e ponti, la Comunità Montana della Valnerina e il comune di Spoleto  hanno operato il recupero di tre stazioni e due caselli.Questi non sono stati scelti a caso, ma individuati nella logica di un programma di fruizione del territorio e di affiancamento e potenziamento delle attività che già vengono esercitate nella vallata e nella città. Si è trattato di utilizzare manufatti di impatto emozionale e di pregevole qualità architettonica, già classificati come beni storici da tutelare, per l’offerta al pubblico turistico di funzioni di servizio. Partendo da Spoleto fino a Norcia, infatti,  il viaggiatore potrà riconoscere a colpo d’occhio nei caselli e nelle stazioni gli speciali punti di approdo. Grazie ad una convenzione d’uso con la Società Spoletina Trasporti si è avuta la disponibilità dei beni.
A Spoleto la stazione
……………………La stazione di Sant’Anatolia di Narco, porta d’ingresso della Valnerina per chi arriva dal traforo di Forca di Cerro, mantenendo la sua tipologia, sarà una tappa importante per l’accoglienza nella quale ottenere informazioni su tutto il territorio, acquistare biglietti “plurivisita”, avere indicazioni alberghiere e sulle varie iniziative; essa  fungerà da piccola foresteria e capolinea per le partenze escursionistiche verso numerosi sentieri. Una tappa che permetterà di visitare la vicina chiesa abbaziale di San Felice, il Museo dell’albero della Comunità Montana e di raggiungere il borgo di Scheggino con le fonti di Valcasana, la Cascata delle Marmore, di salire verso il Coscerno toccando Poggiodomo e Monteleone di Spoleto.
Procedendo verso nord, oltrepassata la stazione principale di Piedipaterno, il progetto prevede il risanamento dei due caselli dell’Eremita e di Passo Stretto, edificati tra il bosco e il fiume, in uno straordinario scenario che pur costeggiando la strada Valnerina, è diviso da essa da una spessa cortina idrofila di alberature compatte. Tanta è l’integrità del fiume Nera in questo tratto della ferrovia, insinuata tra rocce e galleriole, che la Provincia di Perugia ha regolamentato la pesca alle trote, permettendola lungo una distanza di quattordici chilometri solo con l’ amo privo di ardiglione, secondo la pratica detta “no kill”. Al fiume si può accedere con l’acquisto di un tesserino che dà diritto a catturare un certo numero di pesci, da ributtare poi vivi nelle acque. L’attività, gestita da Legambiente ha registrato numeri elevati di presenze e ha attivato un indotto soddisfacente, garantendo la salvaguardia del fiume. I due caselli, posti nel comune di Vallo di Nera, potranno essere luogo privilegiato dei pescatori che cercano ristoro e rifugio lungo il tragitto, punto di riferimento per chi voglia conoscere meglio da vicino questa attività o ritrovo per gli escursionisti che vogliano inerpicarsi fino a Vallo di Nera, Cerreto di Spoleto, Sellano o, in salita lungo il corso del Nera, fino a Preci.
Sempre in tema di fruizione dei fiumi, nel progetto della Comunità Montana è previsto a Serravalle di Norcia il quinto intervento di recupero. La stazioncina potrà diventare, ai piedi della città di Santa Rita e alle porte del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, la base di partenza delle attività di rafting che oggi sono molto praticate sia sul fiume Corno che sul Nera, contribuendo alla definizione ormai indipendente di un segmento turistico nuovo: quello ambientale.
Oltre alle attività evidenziate, il ripristino del tracciato, completato dal restauro degli edifici (incluse la stazione di Norcia, già ristrutturata), diverrà una formidabile parallela della viabilità principale, da percorrere a piedi, con l’ausilio di quadrupedi – come propone in modo originale la cooperativa Mulattiera di Roberto Canali - a bordo di biciclette o, tornando un po’ tutti bambini, a bordo di un colorato trenino gommato che la Spoletina Trasporti ha già sperimentato nelle vie di Spoleto in occasione di appuntamenti importanti.
Sull’asse della ferrovia già convergono, inoltre, altri camminamenti che in questi ultimi anni, con una politica che punta all’integrazione delle risorse, sono stati riattivati per penetrare nel pieno delle emergenze architettoniche, religiose, tradizionali e gastronomiche.
Sarà importante, quindi, dopo i recuperi fisici delle opere e il loro restauro conservativo, mettere in atto una vera e propria strategia di valorizzazione che non faccia correre il rischio di aver raggiunto solo una parte dello scopo. Ovvero di vedere prima ripulito il tracciato e poi di nuovo invaso dalla vegetazione, o peggio sostenuto ad oltranza solo da fondi pubblici.Da circa vent’anni, soprattutto per la Valnerina è stata messa in atto un’azione di “ricostruzione” vera e propria e di ricucitura del suo tessuto sociale slabbrato dalle emorragie demografiche. Se dal 1971 al 1981 la popolazione era scesa da 17.000 abitanti a 14.600, da quella data ad oggi il saldo demografico è quasi positivo, pur considerando il calo fisiologico dovuto alla forte presenza di popolazione anziana. Il risanamento edilizio, conseguente prevalentemente agli eventi sismici, ha permesso di riappropriarsi di molti beni immobili, di impiantare e sviluppare attività legate alle risorse dei luoghi, di realizzare con il lavoro tante attività legate al turismo. Il tutto con una programmazione seria e mirata.
Le istituzioni pubbliche hanno svolto il loro ruolo di propulsori, di catalizzatori: come per le altre operazioni, così per il tracciato dell’ex ferrovia, si lavora alla redazione di un piano di gestione che contenga ogni forma di collaborazione con i privati affinché l’infrastruttura possa continuare a vivere, pur senza il trenino, con l’immutato messaggio di modernità, progresso, rispetto dell’ambiente.Motore, insomma, dell’emancipazione umana.

Agnese Benedetti

Presidente della Comunità Montana della Valnerina

A Vallo di Nera  un’Accademia dedicata al formaggio di qualità

 Un’Accademia tutta dedicata al formaggio e alle produzioni casearie di qualità.  Nasce in Valnerina, a Vallo di Nera che del formaggio ha fatto una propria e vera bandiera tanto da dedicargli ogni anno a giugno una manifestazione tematica, il Fior di Cacio, su progetto del Comune e con il cofinanziamento del Gal Valle Umbra - Sibillini.Ieri sera presso l’ex convento francescano di Santa Maria  settanta buongustai, amanti del cacio e delle sue molteplici variazioni, si sono incontrati per celebrare le virtù del ghiotto prodotto e per affrontare le problematiche legate all’allevamento dei capi da latte e alla produzione. Erano presenti, tra gli altri, l’assessore regionale all’agricoltura Carlo Liviantoni, il preside della Facoltà di agraria dell’Università degli studi di Perugia Francesco Pennacchi, rappresentanti istituzionali, esperti e numerosi produttori che di recente, presso la Comunità Montana della Valnerina, hanno costituito un’associazione per lavorare tutti insieme a un marchio d’identità da utilizzare perlacommercializzazione e per offrire  garanzie sul prodotto ai consumatori.
 
La storica tradizione casearia della Valnerina e di tutta l’Umbria, non possiede infatti fino ad ora un marchio di riconoscibilità che la tuteli dalle contraffazioni e che restituisca agli allevatori e ai trasformatori una giusta remunerazione, ponendo finalmente sul mercato un prodotto con il marchio umbro, come avviene per le altre regioni.Questo a fronte di una creatività che solo in Valnerina sa offrire numerosi tipi di formaggio a latte crudo: il conosciuto pecorino, fresco o stagionato che varia di sapore al variare dei pascoli, i caprini, le caciotte miste ottenute dal latte di pecora e mucca, la ricotta salata ( per la quale la zona di Norcia segnerebbe l’avamposto settentrionale di produzione italiana), il formaggio molle con lo zafferano caseificato con caglio di fiori di cardo, la giuncata, la ricotta fresca, la mozzarella di latte di pecora e il cacio stagionato e affinato nelle botti di quercia avvolto in foglie di noce.Veri capolavori di gastronomia sui quali puntare per promuovere territorio e attività economiche, ma anche produzioni a forte rischio di estinzione per le difficoltà organizzative e per regole che se da una parte garantiscono l’igienicità, dall’altra tendono ad appiattire i prodotti e a omologarli alla produzione industriale, ad esempio prevedendo l’uso di cagli artificiali al posto di quelli preparati artigianalmente con l’uso di erbe ed enzimi animali.
I soci dell’Accademia hanno idee chiare che hanno elencato approvando i primi articoli dello Statuto, ovvero lavorare e contribuire allo sviluppo, alla tutela e al recupero dei formaggi tipici locali.Si diventa socio seguendo questi intenti e sottoscrivendo formalmente la  “Magna Carta del Cacio” che impegna, dopo aver indossato il grembiule-insegna dell’Accademia, tra il serio e il faceto,  ciascuno degli aderenti a seguire sette precetti quali:

punto elenco Rispettare le biodiversità nell’allevamento del bestiame e nella scelta del foraggio e dei cagli;
punto elenco Promuovere la cultura del cacio proclamando Vallo di Nera, la Valnerina e l’Umbria “patria del cacio”;
punto elenco Produrre e degustare solamente cacio dalle qualità particolari, cioè eccellente dal punto di vista organolettico;
punto elenco Degustare il cacio almeno due volte a settimana;
punto elenco Non offendere nessuno con l’espressione “faccia di cacio”;
punto elenco Produrre e degustare solo prodotti autoctoni o meglio, prodotti e trasformati a partire dalle materie prime locali, lavorati e stagionati secondo pratiche tradizionali locali;
punto elenco Tutelare e valorizzare la professione del pastore casaro.

comunicato stampa del 28 dicembre 2007

 Il restauro post sismico di Vallo di Nera, in Valnerina, diventa una “best practice” internazionale

Dopo l’interessamento di molte riviste a tiratura nazionale,di trasmissioni televisive, di alcuni autori di manuali di architettura, il recupero di Vallo di Nera effettuato a seguito del terremoto diventa un caso di interesse internazionale.
Al piccolo centro storico della Valnerina, preso ad esempio per i risultati e la sensibilità con cui sono state affrontate le problematiche del ripristino post sismico, della valorizzazione e della conservazione qualitativa, è stato dedicato uno studio appena pubblicato in un  volume, in lingua italiana e inglese.
Il libro e lo studio, realizzati dalla ricercatrice Lunella Ferri, rientrano in un progetto di iniziativa comunitaria  L.O.T.O., acronimo di Landscape Opportunities for Territorial Organization, che si è occupato dell’identificazione, della riqualificazione e del recupero del paesaggio dopo gli eventi calamitosi, prendendo in considerazione alcune “buone pratiche” di valore generale.
Il programma è stato coordinato dalla Regione Lombardia e ha coinvolto il Ministero dei Beni Culturali italiano, la Regione dell’Umbria assessorato alle politiche agricole e al paesaggio (che ha finanziato la pubblicazione), le Regioni Marche, Emilia Romagna, Veneto, l’Istria Regional Government, la Repubblica di Slovenia, l’Università di Monaco, l’Istituto di progetti urbani di Bucarest, la Facoltà di  Architettura dell’Università di Budapest.
“Anticipando modalità tecniche e organizzative che solo più di recente sono entrate nella cultura e nelle pratiche correnti, a Vallo di Nera gli obiettivi sono stati perseguiti e messi in atto attraverso uno strumento urbanistico ordinario, qual è il Piano di Recupero, mostrando come l’innovazione può essere praticata anche utilizzando strumenti tradizionali.” –ha scritto  nella prefazione del libro Sandra Camicia, responsabile scientifico del progetto per la Regione Umbria.
In ottanta pagine vengono ripercorse con scritti e suggestive fotografie del prima e del dopo restauro, tutte le fasi di progetto ed esecuzione della ricostruzione post sismica, con un’analisi del sistema insediativo, dell’impianto urbanistico e del contesto ambientale che mette in evidenza l’elevato valore intrinseco dell’abitato, rappresentato dalla tessitura urbana, ma anche dagli elementi architettonici presenti in maniera diffusa, dai materiali omogenei, dalle peculiarità del sito.
Molto interessante la parte dedicata alle normative, alle procedure, ai tempi della ricostruzione e alla scelte adottate con la redazione dei piani di recupero e dei piani particolareggiati, con i vincoli di “facciata” sui bei prospetti medievali, il divieto o le eccezionali deroghe per l’apertura di nuove finestre, l’eliminazione delle superfetazioni come bagnetti pensili, tettoie, balconcini, la conservazione e il ripristino dei caratteri ambientali.
 
Un altro aspetto fondamentale, su cui la ricerca si è soffermata, è stata la scelta dei tetti e delle murature. Una scelta  che ha coniugato salvaguardia paesaggistica e regole antisismiche.
I tetti di Vallo di Nera hanno conservato l’andamento delle falde e la copertura in coppi vecchi, hanno mantenuto la struttura in legno che a differenza del latero-cemento si è dimostrata più efficace rispetto alla difesa del rischio sismico, perché più elastica e leggera.
Le murature, restate a pietra con faccia a vista, hanno comportato soluzioni tecniche più elaborate, come la risarcitura, lo scuci-cuci e le iniezioni di cemento, ma hanno sicuramente garantito il mantenimento dell’aspetto esterno.
La pubblicazione, intitolata “Il caso di Vallo di Nera: paesaggio urbano e ricostruzione post terremoto in un piccolo centro storico” descrive  in dettaglio i quattro principali tematismi perseguiti: la qualità architettonica degli edifici, la morfologia insediativa e gli spazi aperti, i valori visivo-percettivi del paesaggio, i beni culturali e l’identità locale, soffermandosi sul coinvolgimento della popolazione, che attraverso un’opera di coinvolgimento e sensibilizzazione è stata decisiva per la messa in atto delle proposte progettuali. 

Comunicato stampa del 27.12.07

Valnerina servizi:a ciascuno le proprie responsabilità. La presidente della Comunità Montana Valnerina  non accetta le esternazioni di Alemanno.

Come un apprendista cuoco che si diletta a rivoltare frittate, il sindaco di Norcia dopo aver accusato ingiustamente il centrosinistra di aver fatto fuori la rappresentanza del suo comune dal Cda della Valnerina servizi, ammette ora di aver avuto la possibilità di nominare da solo un consigliere, ma di aver rinunciato alla nomina  per senso di responsabilità.
Una responsabilità che accusa gli altri soci di non avere avuto in merito alla gestione della società che gestisce il gas.
Egli, in un suo comunicato, fa riferimento a un piano aziendale consegnato in ritardo, quasi che lo avesse dovuto produrre la Comunità Montana e non il consiglio d’amministrazione della Valnerina servizi, di cui facevano parte rappresentanti di tutti i Comuni.Anzi, è stata proprio la Comunità Montana, che tra l’altro si trova a ripianare la quota pubblica più consistente del disavanzo, a “pressare”  continuamente gli amministratori della società del gas  per avere i risultati, avanzando le richieste verbalmente e per iscritto e a convocare un apposito consiglio aperto a tutti i soci.
Forse il sindaco Alemanno, invece di scaricare responsabilità sugli altri, dovrebbe ammettere che è difficile coniugare la finalità sociale che la Valnerina servizi ha perseguito sin dalla sua nascita con le logiche di mercato e della competitività e comunque farebbe meglio a  non rinnegare il suo coinvolgimento.
“Per quanto riguarda il riferimento a misteriose scelte delle campagne elettorali- afferma il presidente della Comunità Montana della Valnerina, chiamato in causa direttamente -  non so il sindaco  a cosa si riferisca, ma posso affermare per sua conoscenza e tranquillità (visti i poco velati  attacchi personali) che l’abitazione dove risiedo e l’azienda dove esercito la mia attività sono purtroppo ancora alimentate a gas propano liquido, non essendo stato disponibile il metano come in altri luoghi della Valnerina.
Mi pare anche superfluo, ma forse opportuno precisare, che il rispetto per i beni della collettività e per i soldi pubblici ha sempre animato la mia esperienza di amministratore, prima di ogni altro interesse. Non ho mai cercato le tasche di Pantalone, né lo scaricabarile per affrontare le situazioni che mi si sono parate davanti. E, in merito a questa polemica che si sarebbe potuta evitare, ritengo più opportuno per me e per i cittadini che ormai sono stati informati, chiudere ogni ulteriore strascico”.


Comunicato stampa del 26 dicembre 2007

 “Valnerina Servizi”: non servono polemiche, ma soluzioni. Replica al sindaco di Norcia sul nuovo consiglio d’amministrazione.

 Sulle nomine della “Valnerina Servizi”, società che si occupa di metano, e sulle critiche esternate dal sindaco di Norcia Alemanno è bene informare che se la città di San Benedetto non ha membri nel consiglio di amministrazione, lo deve a una scelta dei suoi rappresentanti comunali che hanno preferito rinunciarvi pur possedendo un numero di azioni sufficienti a nominare un proprio delegato.
Che il sindaco di Norcia e il suo assessore possano disapprovare le nomine del consiglio d’amministrazione della “Valnerina servizi” votate la scorsa settimana, rientra nei canoni della libera dialettica e del confronto politico. Ma che accusino di procedere con “fare arrogante, privo di logica e di buon senso” i rappresentanti dei comuni e i soci privati che hanno provveduto all’elezione del nuovo Cda, sembra davvero un esercizio poco responsabile di polemica a tutti i costi.

Poche parole per replicare e fare le dovute precisazioni. Da tempo l’assemblea della società consortile per azioni doveva provvedere ad adeguare il consiglio (già autosospeso) secondo i  dettami della Legge  e da più di un mese era stata decisa la data con il relativo ordine del giorno, dopo un primo rinvio.
Si era inteso lasciare un tempo sufficiente per concordare una soluzione condivisa da tutti i soci, ma dal sindaco di Norcia non era arrivata nessuna proposta, nonostante i contatti cercati nei  giorni precedenti all’elezione del nuovo consiglio d’amministrazione.
Solo nel corso della riunione assembleare, a seduta aperta, i rappresentanti di Sellano, di Poggiodomo e l’assessore nursino Arpinelli (che fanno riferimento al centrodestra), hanno avanzato la richiesta di costituire un consiglio di amministrazione di tre membri, invece che di cinque, oppure di rinviarne per la seconda volta le nomine.
Quando tale proposta non è stata approvata dalla maggioranza che ha scelto con responsabilità di non rinviare ancora e ha proceduto dando rappresentatività a più  Comuni eleggendo un consiglio di cinque membri e  raggiungendo comunque un risparmio con il taglio delle indennità, il comune di Norcia ha rinunciato di fatto a nominare un proprio consigliere.
Un vera e chiara rinuncia, considerato che  per il numero di azioni possedute, ovvero il dodici per cento (senza neppure conteggiare quelle di Sellano e di Poggiodomo), le opportunità di eleggere un proprio membro esistevano pienamente. Quindi se Norcia non ha un consigliere nella Valnerina Servizi , la responsabilità non deve essere addebitata al centrosinistra ma a una precisa scelta fatta dai suoi amministratori.
Per quanto riguarda il riferimento al disavanzo di gestione della “Valnerina Servizi” e al  ripiano del deficit 2006  fronteggiato dai soci pubblici e privati per circa 180.000 euro, oltre a quello non ancora quantificato per il 2007, è interesse di tutti trovare le migliori soluzioni. Sembra molto inopportuna in tal senso la dichiarazione di Alemanno di voler stare comodamente a “guardare dalla finestra”, visto che, sarà bene ricordarlo, da quando è sindaco ha partecipato e condiviso insieme agli altri Cùomuni, ai soci privati e alla Comunità Montana, ogni nomina, ogni scelta e ogni preoccupazione in seno alla Valnerina Servizi e alla controllata Valnerina Gas, avendo nominato suoi rappresentanti diretti, avendo acquistato ulteriori quote e avendo votato favorevolmente ogni passaggio.
Di fronte ai problemi attuali, tirarsi fuori assurgendo a un ruolo improprio, carico di “rinnovato candore” è quanto mai fuori luogo. Più giusto sarebbe  proporre, discutere e stabilire le soluzioni nella condivisione e nel rispetto delle regole democratiche, a cui tutti sono interessati.

 comunicato stampa del 18 aprile 2007

Valnerina: eletto il nuovo Consiglio d’amministrazione della Valnerina Servizi. Renzo Emili presidente.

 L’assemblea dei soci della Valnerina Servizi, la società consortile a partecipazione pubblico-privata  che gestisce il gas metano nei dieci comuni del comprensorio, si è riunita ieri presso la sede della Comunità Montana per eleggere il nuovo consiglio d’amministrazione.
Presidente è stato nominato Renzo Emili, che succede ad Antonio Paoloni rimasto al vertice dell’ente per due mandati, vicepresidente il socio privato Stefano Roscini di Ami 2000, consiglieri Giancarlo Patrizi, Antonio Battaglia e Tullio Fibraroli.
Prima delle nomine, alla presenza del notaio Marco Pirone, l’assemblea ha proceduto alla modifica dello Statuto con la riduzione del CDA da sette a cinque membri ( tre di nomina pubblica e due privata) mettendo in atto le deliberazioni dei vari organi consiliari che si erano espressi in tal senso dopo le disposizioni obbligatorie della legge finanziaria del 2007.
Contestualmente all’elezione, su proposta di alcuni azionisti, sono stati dimezzati i compensi spettanti ai membri ed è stata raggiunta quella economicità di spese che i rappresentanti dei comuni di Norcia, Sellano, Poggiodomo, attraverso i propri rappresentanti presenti all’assemblea avevano invece proposto di ottenere (in un primo momento tentando un rinvio delle decisioni a una prossima seduta) con una ulteriore riduzione dei consiglieri da cinque a tre. Una soluzione che il resto dell’assemblea non ha accettato, garantendo una maggiore rappresentatività al territorio che avrebbe visto praticamente quasi annullata la sua partecipazione diretta al consiglio d’amministrazione e, nel contempo, raggiungendo lo stesso obiettivo economico, anzi superandolo.
La scelta, poi, di non rinviare per la seconda volta  l’elezione, nonostante la contrarietà dei tre comuni che nelle precedenti sedute avevano votato per iscrivere il punto all’ordine del giorno, è stata dettata dalla necessità e dalla responsabilità di dare subito alla Valnerina servizi un organismo efficiente, soprattutto dopo l’autosospensione del vecchio consiglio avvenuta un mese fa. Un ulteriore rinvio, in tal senso, sarebbe andato contro gli interessi della popolazione e non avrebbe trovato giustificazioni. Una divergenza, dunque, che si auspica possa essere superata, per garantire così come avvenuto fino ad ora, una gestione corresponsabile e condivisa della società da parte di tutti gli schieramenti politici.
Il nuovo consiglio d’amministrazione dovrà impegnarsi in una fase molto delicata per Valnerina Servizi che controlla anche il ramo commerciale della Valnerina Gas, deputata alla vendita del metano e per la quale fra qualche settimana sarà presentato da Sviluppumbria un piano di valutazione.
Gli ultimi due esercizi finanziari hanno, infatti, maturato perdite consistenti che, nonostante l’impegno degli amministratori, presentano denunciano debolezze strutturali tali da far pensare a soluzioni immediate e risolutive. I numeri: circa centottantamila euro di disavanzo per il 2006 e altre perdite non ancora quantificate per  il 2007,  a cui si aggiunge la necessità di realizzare ulteriori investimenti per raggiungere con la rete quella parte del territorio che ancora continua ad alimentare le caldaie con il gas propano liquido, distribuito con i bomboloni, e la costruzione di un collettore di distribuzione che risolva il problema tecnico della pressione elevata del gas, spesso causa di blocchi ed ostruzioni. Una situazione affrontata da tutti i comuni e dallo stesso consiglio della Comunità Montana della Valnerina, uno dei due soci col maggior numero di azioni insieme a Sviluppumbria, che ha tenuto nei giorni scorsi una seduta aperta appositamente dedicata alla questione. In quell’occasione, all’unanimità dalla maggioranza e dalla minoranza, è stato rimarcato il valore sociale della metanizzazione, avviato venti anni fa con i fondi del terremoto destinati allo sviluppo, in un’area poco appetibile commercialmente per la sua particolare orografia e per la frammentazione dei centri  abitati, ma che ha potuto garantire, almeno per una parte della popolazione e delle imprese, un servizio adeguato.

  comunicato stampa del 10 dicembre 2007

Un territorio tutto da vivere: Comunità Montana della Valnerina e Comunanza Agraria di Civita insieme in un progetto di valorizzazione agricola.

Una recinzione lunga circa tredici chilometri, la sistemazione di un laghetto per l’abbeveraggio e il restauro di due edicole votive sono i lavori appena ultimati dalla Comunità Montana della Valnerina a Civita, una frazione del comune  di Cascia. L’ente montano e la locale Comunanza agraria hanno messo insieme idee e risorse finanziarie per realizzare un importante progetto di valorizzazione dei pascoli e dei terreni coltivati.
Arrivati a Cascia bisogna percorrere diversi chilometri di strada in salita, incuneati tra i boschi, prima di giungere alla frazione di Civita. Del vecchio paese, sistemato sopra al poggio e circondato da conche pianeggianti, sono rimasti alcuni  ruderi pericolanti avvolti nella vegetazione, che lasciano leggere l’impianto originario di questa “cittadella” sorta a confine tra  lo Stato pontificio e il Regno delle due Sicilie e che raccontano ancora la pesante ferita inferta  dal terremoto di trent’anni fa. Quelle case, abbandonate in una notte di settembre, sono state riedificate più in basso con una foggia moderna, lontane dalla faglia sismica,   e sono oggi abitate  da famiglie di giovani, che con tenacia hanno saputo restituire  vivacità e vitalità al piccolo centro, dedicandosi all’agricoltura  e all’allevamento di pecore, mucche e cavalli, con la nascita di numerose e salde aziende produttive.
 
Nella loro attività imprenditoriale, gli abitanti di Civita, sono supportati da un ente pubblico a gestione locale, la Comunanza agraria, che al pari di altre realtà della Valnerina possiede centinaia di ettari  di boschi e di pascoli, destinati all’uso collettivo. Gli ultimi due presidenti che si sono succeduti al vertice dell’amministrazione, Adelino e Aldo De Carolis, insieme agli altri consiglieri, hanno portato avanti l’interessante intesa con la Comunità Montana per realizzare le importanti opere di miglioramento.
“Abbiamo scelto di investire alcuni dei fondi disponibili nel nostro bilancio a vantaggio del territorio e delle sue attività economiche,  per favorire il mantenimento della popolazione soprattutto nelle frazioni di alta montagna– ha detto il presidente della Comunità Montana Agnese Benedetti.  La collaborazione con la Comunanza di Civita  si è rivelata particolarmente interessante, per le finalità produttive che recano beneficio a diverse aziende agricole, oltretutto condotte da giovani attenti alla qualità e alla tutela ambientale”.

Comunicato stampa del 21 novembre 2007

Le trote della Valnerina su Raiuno alla Prova del Cuoco

 La popolare trasmissione di Raiuno “La Prova del Cuoco”, in onda ogni mattina da mezzogiorno, ospiterà domani le trote della Valnerina allevate negli impianti lungo il fiume Nera e i suoi affluenti.L’esperto Beppe Bigazzi che, insieme ad Antonella Clerici e Anna Moroni, conduce la trasmissione esporrà sul suo tavolo dei “buoni prodotti”, la produzione ittica della Valnerina, soffermandosi sulle qualità del pesce d’acqua dolce prodotto in allevamento. Le trote fario, quelle iridee, le salmonate, i filetti freschi o essiccati, i salmorini raggiungono ogni mattina, dagli impianti della Valnerina, veri leadears del settore, tutta l’Italia e anche l’estero, finendo sui banchi di vendita o nelle industrie per l’ ulteriore trasformazione. Quelle che verranno presentate domani provengono dagli allevamenti di Vallo di Nera e Preci .La limpidezza delle acque e gli accorgimenti nelle fasi di allevamento hanno di recente fatto ottenere alle aziende occupate nel ramo la certificazione EMAS di qualità ambientale. Le trote della Valnerina, che garantiscono l’assoluta tracciabilità, sono riconoscibili dal consumatore per l’etichetta posta su ogni singolo pesce, dove vengono descritti la specie, l’origine, il metodo di produzione, il tipo, la data di confezionamento e il nome del produttore.L’invito, dunque a consumare un pesce d’acqua dolce garantito, sicuro, tracciabile,  con alti valori nutrizionali, di elevata digeribilità e dal gusto gradevole e delicato che ben si accompagna alle ricette tradizionali umbre, prime fra tutte la cottura alla brace con l’olio extravergine d’oliva o la farcitura con il tartufo nero. Tutte caratteristiche che si accompagnano a costi bassi, di gran lunga competitivi con il resto dei prodotti ittici e alla portata di tutti.

Comunicato stampa del 28 settembre 2007

 I formaggi della Valnerina ai “Primi d’Italia”

 Domani a Foligno, a  mezzogiorno, i formaggi della Valnerina saranno i protagonisti di un educational che si terrà a Foligno in occasione della manifestazione i“Primid’Italia”.
Presso la Taverna Mora, nel villaggio n° 16  dedicato alla Natura e ai prodotti bio, i produttori di formaggio della Valnerina , in collaborazione con il Gal Valle Umbra Sibillini, l’Aiab e le Città del Bio, presenteranno il meglio della loro produzione alle
centinaia di visitatori che affollano la manifestazione.Anche il titolo dato all’educational, Pasta e Cacio, promette già sapori schietti e gustosi: pecorini stagionati e freschi ottenuti dal latte lavorato a crudo, ricotte, caprini, pasta molle con zafferano.
I formaggi saranno presentati da Mariano Pauselli dell’Università di Perugia, dal presidente dell’Associazione “I formaggi della Valnerina” Sergio Rossi, dal tecnico ed esperto della Comunità Montana della Valnerina Francesco Rossi.L’associazione degli allevatori e dei casari della Valnerina si è costituita da qualche mese, su proposta della Comunità Montana e con l’ausilio delle associazioni di categoria, per valorizzare,  tutelare e caratterizzare la produzione locale frutto di una tradizione storica, che viene apprezzata dai migliori buongustai. Un’iniziativa per fare sul serio e che punta con decisione su un prodotto caratteristico della montagna .L’invito a partecipare all’educational  di Foligno è rivolto a tutti gli amanti delle prelibatezze e agli appassionati di formaggio che troveranno sapori sorprendenti. La partecipazione è gratuita.

Comunicato stampa del 26 novembre 2007

Decennale terremoto: l’impegno delle Comunità Montane

Nel decennale del terremoto che il 26 settembre 1997 colpì l’Umbria e le Marche, l’Uncem Umbria vuole ricordare  l’impegno profuso dalle Comunità Montane dell’Umbria in quei giorni.
Squadre di tecnici e operai furono impiegati sin da subito per soccorrere i luoghi più disastrati e per collaborare nella rilevazione e nella schedatura dei danni .
Ma un’altra opera importante impegnò le squadre in collaborazione con la Regione dell’Umbria.
Mentre si allestivano i villaggi di containers per ospitare le persone e i servizi, le Comunità Montane costruirono decine di ricoveri in legno per le 277 aziende agricole che avevano visto le loro stalle e fienili vacillare o crollare sotto le scosse sismiche.
Cinque Comunità Montane, quella dell’Alto Chiascio, quella della Valnerina, del Subasio, dei Monti Martani e del Trasimeno edificarono in tempi molto brevi rispettivamente 67, 43, 88, 46 e 33 edifici in legno che permisero agli agricoltori di ricoverare il bestiame e i foraggi minacciati dall’arrivo dell’inverno.
Strutture costruite nei pressi di quelle danneggiate, situate soprattutto nelle piccole frazioni di montagna dove gli agricoltori erano rimati a presidiare il territorio e dove le  Comunità Montane, abituate a raggiungere i luoghi più impervi, arrivarono con celerità.
Fu un risultato molto importante che permise di mantenere le attività dove erano sorte e  che dette la possibilità a molti nuclei familiari, impegnati nell’allevamento e nella coltivazione della terra, di alleviare i forti disagi di quei giorni e di  continuare il lavoro con dignità.

UMBRIA; PROROGA DOMANDE ACCESSO PREMI FORESTAZIONE (ANSA) - PERUGIA, 5 SETTEMBRE -

Ci sarà tempo fino al 21 settembre per presentare le domande di accesso ai premi ventennali previsti dalla misura "forestazione" del Regolamento comunitario "n. 1974/2006". Accogliendo la decisione assunta in tal senso dall'Agenzia per le erogazioni in agricoltura, la Giunta regionale dell'Umbria - è detto in suo comunicato - ha prorogato, su proposta dell'assessore all'agricoltura e foreste Carlo Liviantoni, la data di scadenza per la presentazione delle domande di conferma degli impianti realizzati. La Regione ha spiegato che il provvedimento si è reso necessaria per superare la difficoltà causale dal perfezionamento della procedure informatiche predisposte da "Agea" e legate alla nuova stagione dei fondi cominitari.

A Campi di Norcia, l’artista Franco Massei espone sculture e foto d’epoca 

La bella mostra fotografica e artistica allestita a Campi di Norcia da Franco Massei con la collaborazione del Cedrav, della locale Comunanza Agraria , del Comitato Castello di Campi, della Pro Loco,  dopo l’inaugurazione del 20 agosto scorso è stata visitata da decine e decine di turisti.
Più di cento immagini fotografiche in bianco e nero scattate dalla fine dell’ottocento fino ai recenti anni ottanta, stupiscono i visitatori per  il racconto e le emozioni che sanno suscitare.
Ideatore e curatore dell’iniziativa è Franco Massei, originario di Campi e ora residente ad Aprilia, vicino Roma, che  ha raccolto con pazienza e passione i materiali cercandoli nel suo archivio personale e in quello degli abitanti del suggestivo borgo dei Monti Sibillini. Ne sono scaturiti un lavoro corale e una  raccolta straordinaria che ha la forza di evocare in tutti  non solo pensieri curiosi e nostalgici, ma di scoprire un vero filo comune che ha caratterizzato la vita di montagna. Un filo fatto di solidarietà, di economia, tradizioni, di tenacia, capace di far ritrovare insieme vecchi e giovani abitanti, turisti e lontani emigrati, ritornati anche dagli Stati Uniti per godere dell’occasione.
Una mostra da non perdere, che vede esposte anche le opere dell’artista realizzate in legno con la tecnica a intarsio. Dei veri capolavori di bravura, un  lavoro difficile, da certosino medievale, che Franco Massei ha  realizzato con seghetti, sgorbie e bulini e tanta passione e che si ispira ai capolavori conservati nelle chiese di Campi, come il prezioso quadro della Madonna delle Grazie o  a vicende d’attualità.
Entrando nella sala espositiva ci si ritrova a sfogliare un diario, dove le immagini conservate dalla memoria si snodano secondi i ritmi dei luoghi, delle piazze, degli scorci dei vicoli nativi.
Le due mostre, quella fotografica e quella artistica, insieme a una esposizione documentaria del Cedrav, potranno essere visitate a Campi , lungo la splendida vallata che collega Norcia a Preci, nei giorni feriali dalle 16,00 alle 20,00 e nei giorni festivi oltra che nel pomeriggio, anche di mattina dalle 10,00 alle 13,00.


COMUNICATO stampa del 26 luglio 2007

ADOZIONE  PIANO  PARCO NAZIONALE DEI MONTI SIBILLINI

 Si comunica che presso la sede della Comunità Montana  della Valnerina con sede a Norcia in Via  A. Manzoni, 8, dal 16 luglio 2007 e per 40 gg. consecutivi, è depositato il Piano per il Parco  Nazionale dei Monti Sibillini.
Presso il protocollo della Comunità Montana, i cittadini interessati troveranno l’intero documento e gli appositi modelli per inoltrare eventuali osservazioni. La modulistica sarà scaricabile anche dai siti www.comunitamontanavalnerina.it
 
www.sibillini.net
Il Piano del Parco rappresenta per l’intero territorio, in particolare per  Norcia e Preci ,  un atto fondamentale.
La Comunità Montana  promuoverà nelle prossime settimane, in collaborazione  con i Comuni interessati, alcuni incontri partecipativi per la presentazione del documento.

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                                 Mostra dell’artigianato artistico locale

Sarà inaugurata sabato 4 agosto a Norcia la mostra dell’artigianato artistico locale che si svolgerà per tutto il mese di agosto, e fino al 9 settembre dalle ore 17 alle 23, presso il centro valorizzazione prodotti tipici, nei pressi di piazza San Benedetto.
Partita in sordina nel 2002 la mostra, giunta alla quinta edizione, è entrata ormai a far parte stabilmente degli eventi che caratterizzano il cartellone dell’ “Estate Nursina” grazie ai pregevoli risultati legati alla qualità degli artigiani che espongono, dato sottolineato da un sempre più crescente numero di persone che negli anni ha visitato la mostra.
Patrocinata dal Comune di Norcia e dalla Comunità Montana Valnerina, con il contributo degli istituti di credito, della Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto, la mostra è realizzata in stretta collaborazione con l’assessorato al turismo, la Confartigianato, l’Ascom Valnerina e, naturalmente,  con gli artigiani che si dimostrano sempre più sensibili all’iniziativa.
Mobili vecchio stile, tessuti pregiati e tendaggi di antica bellezza, come ricami e merletti fatti a mano, ma anche ceramiche artistiche e sculture, insomma il frutto della creatività e della maestria degli artigiani, coniugato anche con la tecnologia, troverà posto negli spazi espositivi preposti, restituendo uno spaccato della realtà locale a volte dimenticato.

comunicato stampa del 27.7.07

Vallo di Nera bandiera arancione sempre di più tra le mete del turismo d’eccellenza

 

Vallo di Nera, pietra e fascino, è il più piccolo tra i nove selezionatissimi comuni dell’Umbria che si  sono visti riconoscere dal Touring club italiano il pre