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Comunicato stampa del 22
luglio 2008
Sulle
Comunità Montane
la Regione accetta le
indicazioni unitarie della ValnerinaSuperando le
divisioni politiche si possono ottenere
risultati
L’ipotesi di disegnare una
grande comunità montana da Norcia a Otricoli,
unendo di fatto la Comunità
Montana della Valnerina a
quella del Monte San Pancrazio, sembra essere
stata abbandonata.
La giunta regionale dell’Umbria, nella
procedura per la riforma delle Comunità Montane,
sta optando per una soluzione molto più
accettabile che vedrebbe i cinque piccoli comuni
montani, situati nell’area intorno alla Cascata
delle Marmore e a Terni, aggregarsi ai dieci che
già costituiscono l’ente montano della Valnerina.
“L’azione unitaria e compatta dei sindaci della
Valnerina – ha detto la presidente della
Comunità Montana Agnese Benedetti- ha
sicuramente inciso sulle decisioni della Regione
dell’Umbria, che aveva sorpreso tutti
presentando circa dieci giorni fa un’ inedita
proposta di perimetrazione dei territori
veramente inaccettabile”. I nove sindaci della
Valnerina e il commissario straordinario di
Norcia avevano firmato una lettera, promossa
dalla Comunità Montana, dove si esprimeva un
parere fortemente contrario alla definizione di
un ambito esteso dal territorio di Norcia fino
ai confini con la provincia di Viterbo.
L’unione e la compattezza delle dieci
amministrazioni ha, dunque, fatto la differenza
e ha superato le divisioni di appartenenza
politica che in passato hanno causato sterili
attriti,
non giovando al territorio, ma facendo
solo la fortuna di chi le sbandiera per altri
fini.
Il riferimento a tale proposito è anche rivolto
alle dichiarazioni dell’ex sindaco di Norcia
Alemanno che nei giorni scorsi
in un articolo apparso sulla stampa,
tentava di rinfocolare separazioni e discordie
sparando a zero su tutto e tentando di
“bacchettare” chi quotidianamente e da anni
lavora, facendo il proprio dovere con il
consenso della gente, per la crescita del
territorio e della sua popolazione.
Come afferma il sindaco di Cascia Gino Emili “
le scelte per
la Valnerina
non sono legate esclusivamente
alla caduta dell’Amministrazione del
comune di Norcia . Certo è grave per una città
quando la giunta del Comune riceve la sfiducia e
viene meno, ma tenere unita la compagine
istituzionale dovrebbe essere il primo dovere
del Sindaco. Alemanno farebbe bene a
rendersi conto, quindi, che nonostante la
sua ‘caduta’ ci sono comunque altri sindaci
che
continuano a tutelare gli interessi della
Valnerina ovviamente nel rispetto delle
normative sovracomunali e per quanto in loro
potere”.
Per quanto riguarda le Comunità Montane in
questi giorni salgono le preoccupazioni per il
forte taglio di finanziamenti che il Governo si
appresta a stabilire anche nei confronti dei
comuni di montagna che vedono diminuite le
risorse da destinare ai servizi e agli
interventi sul territorio.
Comunicato stampa dell’8
luglio 2007
La
Comunità Montana
della Valnerina cura
le sponde del Nera
Dodici interventi per risistemare gli argini
danneggiati dalle piene alluvionali
La Comunità Montana
della Valnerina ha dato il via a dodici progetti
di manutenzione straordinaria che interesseranno
le sponde del fiume Nera nei comuni di Cerreto
di Spoleto, Vallo di Nera, Sant’Anatolia e
Scheggino. Verranno eseguiti lavori per circa
cinquecentomila euro che permetteranno di
riparare i danni causati dalle piene autunnali e
invernali, quando, a causa delle piogge
abbondanti e delle nevicate, il fiume
straripando e uscendo dal suo corso, aveva
allagato terreni
e abitazioni circostanti, rovinando diversi
argini con la forza delle acque.
“Sono lavori di bonifica necessari – afferma il
presidente della Comunità Montana Agnese
Benedetti – che garantiscono la diminuzione del
rischio e una sistemazione del nostro territorio
spesso sottoposto a eventi straordinari.
L’intervento pubblico si rende indispensabile
anche in
sostituzione di quella manutenzione ordinaria
che un tempo veniva effettuata con ritmo
periodico e costante dagli agricoltori e dagli
allevatori di bestiame, oggi in forte
diminuzione”.
In particolare la Valnerina beneficerà dei finanziamenti assegnati
dallo Stato dopo l’alluvione del novembre 2005
quando era stata dichiarata la situazione di
calamità ed emergenza.
In quell’occasione furono molti i danni rilevati
e segnalati dalla Comunità Montana
che fu
all’opera sin dall’inizio della piena, dando
l’allerta e rimuovendo diverse situazioni
critiche, presidiando
giorno e notte il fiume Nera e l’affluente
Corno, i due maggiori corsi d’acqua.I dodici
interventi disposti dalla Comunità Montana, che
costituiscono una parte delle necessità
effettivamente segnalate sul territorio,
riguardano il comune di Cerreto di Spoleto nella
frazione di Borgo, dove, con un altro progetto,
verrà risistemato
il ponte sul Nera vicino alla chiesa di San
Lorenzo; il comune di Vallo di Nera nel paese di
Piedi paterno e in località Borbonea; il comune
di Sant’Anatolia di Narco presso Castel San
Felice
e nelle località di Palombara e
Valpiccione; il comune di Scheggino nel centro
abitato del capoluogo e nelle località Barvano e
Pisciarelli.
Il gruppo di personale idraulico-forestale della
Comunità Montana provvederà a svolgere lavori di
difesa delle sponde con scogliere in pietrame, a
ripristinare le sagome degli argini erosi,
a risistemare i profili dell’alveo del
fiume, a tagliare la vegetazione che impedisce
lo scorrere delle acque e a rimuovere tronchi o
altri sbarramenti che si sono creati a seguito
del trascinamento della corrente.
Per la
prima volta in Valnerina una borsa regionale sul
turismo verde e sportivo
Norcia- Saranno quattro giorni
interamente dedicati a presentare il territorio
della Valnerina ai migliori operatori turistici
del mondo e alle riviste specializzate. Un modo
per far conoscere e rafforzare, a livel
o mondiale, tutte le opportunità umbre nel campo
naturalistico e sportivo avvalendosi per la
prima volta
dell’ambiente e delle strutturedella
Valnerina.La borsa dedicata al turismo
verde e allo sport, alla cui organizzazione
stanno lavorando l’agenzia regionale di
promozione turistica, la Comunità Montana,
le varie istituzioni locali, le federazioni
italiane sportive, le associazioni e numerosi
imprenditori, si terrà probabilmente nel
prossimo autunno e rappresenterà uno dei cinque
segmenti di promozione del turismo umbro.Proprio
ieri si è tenuto un incontro presso la Comunità Montana
della Valnerina per fare il punto
sull’organizzazione e sulle risorse da mettere
in campo.
Erano presenti l’amministratore dell’Apt Umbria
Stefano Cimicchi, il presidente della Comunità
Montana Agnese Benedetti,
il
presidente dell’associazione turistica della
Valnerina Angelo Gentili, del sistema turistico
locale Carlo Calandri, amministratori dei
comuni, i presidenti dei consorzi che
raggruppano le strutture ricettive della
Valnerina, gli operatori degli sport
naturalistici.L’iniziativa sarà strutturata
nelle due fasi classiche di
workshop, dove un incontro diretto tra
imprenditori e operatori turistici permetterà di
vendere e acquistare le varie proposte, e di
educational ovvero di conoscenza diretta del
territorio e di tutte le sue organizzazioni e
offerte per far provare e conoscere ai tour
operator quello
che solitamente viene presentato sui cataloghi.
Una grande opportunità per l’Umbria, per la Valnerina e per le
imprese che hanno investito finanziariamente e
sulla qualità nei settori sportivo e ambientale.
Un’occasione per presentare un modello di
turismo sostenibile che guarda all’ambiente
naturale ma anche alla sostenibilità della
permanenza umana, alle sue capacità di tenuta
economica e di coesione.
La Valnerina possiede un alto
numero di posti letto a destinazione turistica,
distribuiti su tutto il territorio e localizzati
in strutture alberghiere, agriturismi, campeggi,
bad & breakfast, case vacanza. Cinquemila posti
con una percentuale di utilizzo ancora bassa che
tocca il 35% complessivo, con punte di
stagionalità.L’impiantistica sportiva,
ripetutamente scelta da club prestigiosi
internazionali, rappresenta un fiore
all’occhiello del territorio. Per il 60% è stata
realizzata da privati a completamento delle
strutture alberghiere, la restante parte è a
destinazione pubblica. Ad essa si aggiungonole
palestre naturali dove trovano spazio gli sport
estremi e l’escursionismo. Globalmente una bella
dotazione che può competere con i flussi
mondiali soprattutto per le caratteristiche di
ambientazione: una rete infrastrutturale
localizzata in uno scenario ambientale che non
fa solo da sfondo ma permea le attività stesse,
offrendo ai visitatori qualcosa di irripetibile.
COMUNICATO STAMPA DEL 17 giugno 2008
Prevenzione e lotta agli incendi boschivi: la Comunità Montana
della Valnerina ha approvato il piano per il
2008.
Con una superficie
forestale passata in dieci anni da 33.000 a 44.000 ettari e con
un indice di boscosità al 47,8% , la Valnerina rappresenta in
l’Umbria una delle realtà silvestri più
importanti da riconoscere e tutelare.Il piano
antincendio, appena approvato dalla Comunità
Montana della Valnerina per l’anno 2008, in stretta relazione con quello varato
dalla Regione dell’Umbria, prevede
l’organizzazione e le attività per contrastare
il pericolo degli incendi che ogni anno,
soprattutto nei mesi estivi, minacciano questo
straordinario patrimonio distribuito su tutta la
zona.
Nove laghetti, posizionati nei vari territori
comunali,
funzioneranno come
bacini
di approvvigionamento idrico serviti da
autobotti ed elicottero; una rete diffusa di
viabilità forestale, macchine specializzate per
raggiungere i punti più impervi, binocoli,
cartografie dettagliate, bussole e radio
ricetrasmittenti, costituiranno la base
dell’operatività del piano. Alle strumentazioni
e ai mezzi si aggiungeranno tre squadre di
operatori specializzati pronti a intervenire in
caso di necessità, sotto il coordinamento dei
tecnici Angelo Cambi e Mauro Bianchi che già si
stanno avvalendo per la prevenzione,
l’avvistamento, le perlustrazioni e la
sensibilizzazione degli abitanti, di tre
associazioni di volontariato presenti in
Valnerina: i gruppi di protezione civile di
Sellano e Cascia e la Legambiente. Ogni
operazione di intervento vedrà la Comunità
Montana a fianco del Corpo
Forestale dello Stato e dei Vigili del Fuoco.
Una sinergia messa in atto per proteggere da
comportamenti di sbadataggine o di
irresponsabilità le centinaia di specie arboree,
spesso compresi in siti di interesse europeo o
nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, che
riempiono i fianchi delle montagne della vallata
e le rive dei corsi d’acqua come roverelle,
carpini neri, ornelli, cerri, aceri, lecci,
tigli, olmi, conifere (tra le quali spicca il
pino d’Aleppo portato presumibilmente in
Valnerina dai monaci siriaci del v secolo),
ontani neri salici e pioppi. Una cooperazione
che tutela i preziosi boschi di faggio, vera
particolarità locale e dell’intera Umbria, sia
per percentuale di presenza (il 68% della
regione) sia come indicatori di una realtà
altimetrica e orografica fortemente diversa dal
resto del territorio.Negli anni dal 2001 al 2007, in Valnerina sono
andati in fumo circa trecento ettari di foreste.
Mentre si sono ridotti quelli generati dalle
operazioni agronomiche, generati dal mancato
controllo dei fuochi accesi per la
pulitura dei campi dalle erbacce, sono
aumentati quelli dolosi o quelli per i quali non
si riesce a individuare la causa. Il
2007, in particolare, ha
visto impegnata la Comunità Montana
della Valnerina nei territori di Cascia, Sellano
e di Sant’Anatolia di Narco e Scheggino. Negli
ultimi due luoghi, alla fine dell’estate, nel
tardo pomeriggio fu appiccato un incendio che
mise a rischio anche alcune abitazioni.
MUNICATO
STAMPA del 5 giugno 2008
L’Uncem
Umbria esprime un parere negativo sull’ulteriore
riforma delle Comunità Montane Umbre approvata
dalla Regione.
“Solo
provvedimenti di facciata che non colgono gli
obiettivi di efficienza”.
Perugia
- Sull’ultimo ritocco alla Legge di riforma
delle Comunità Montane, varato dal Consiglio
regionale dell’Umbria,
l’Uncem (associazione degli enti locali
montani)
esprime un forte parere negativo ed
esterna la piena preoccupazione per il metodo
con cui il provvedimento è stato portato in
aula.
“Mettendo ripetutamente mano, per l’ennesima
volta,
a una
Legge approvata nemmeno un anno fa, che
aveva ridotto numero, organi e indennità delle
Comunità Montane, il Consiglio della Regione
Umbria
interviene nuovamente sulla questione,
senza il coinvolgimento degli enti interessati e
senza che venga colto il vero obiettivo di
efficienza e di risposta ai problemi dei
cittadini, soprattutto di quelli che in montagna
ci vivono”– afferma il presidente di Uncem
Umbria Agnese Benedetti.
Con la nuova modifica alla Legge di riforma, la Regione
dice di adeguarsi alla Finanziaria dello
Stato, ma lo fa solo in minima parte e
occupandosi
più dell’apparenza che della sostanza.
I tanto osannati risparmi conseguenti a questa
ulteriore correzione delle indennità
degli organi
andranno,
a conti fatti, a realizzare un misero ‘bottino’
di poche migliaia di euro, colpendo, invece, in
modo pesante, il rispetto della democrazia e
ritorcendosi, paradossalmente, proprio
sull’unica area montana della Regione che,
per le
sue caratteristiche, ha un territorio esteso e
densità bassa di popolazione. Come dire che
piove sempre sul bagnato e senza che ci sia
qualcuno che per dovere apra un ombrello.
La Regione
dell’Umbria, piuttosto, sul tema dei costi della
politica si appresti a dare un serio
segnale di risparmio, cominciando, per
esempio, a riportare il numero dei consiglieri
regionali da trentasei a trenta. Lo faccia
diminuendo gli ingenti fondi riservati
all’attività dei gruppi politici, che si
aggiungono alle singole indennità consiliari e
li destini a servizi per la popolazione.
Vedrà che usciranno cifre ben diverse da quelle
che percepiscono i presidenti e gli assessori
delle Comunità Montane umbre, che al massimo
sono pari a quelle guadagnate da un consigliere
comunale di una città.
La nuova leggina varata dalla Regione è invece
riuscita, con una logica tutta da comprendere, a
infliggere un pesante schiaffo al ruolo dei
consiglieri comunali, tirandoli fuori dalle
giunte e dall’eleggibilità a presidenti delle
Comunità Montana, preferendo a essi – eletti dal
popolo con tanto di preferenza- addirittura gli
assessori esterni.
L’entusiasmo ingiustificato della Regione
dell’Umbria, che si onora di essere la prima in
Italia ad avere
approvato una Legge di riforma, venga
almeno usato ora per decidere se l’attività
delle Comunità Montane in Umbria abbia ancora un
senso. Se la risposta fosse positiva, come ci
auguriamo per il bene delle zone che ne hanno
bisogno, che si smetta di girare intorno ai
falsi problemi di facciata e si provveda -
considerato che siamo già a metà dell’anno e
dell’esercizio finanziario - a far conoscere
quali siano gli investimenti da destinare a
questi enti , per la crescita del territorio e
per la salvaguardia
del personale dipendente.
Comunicato stampa del 3 giugno 2008
Il
Consiglio della Comunità Montana della Valnerina
approva il bilancio di previsione per l’anno
2008.
Buona
programmazione nonostante i tagli finanziari e
l’incertezza della riforma regionale.
Norcia
- Pur nella piena incertezza della riforma
regionale che, a distanza di un anno
dall’approvazione della Legge che riordina le
Comunità Montane in Umbria, continua ancora a
presentare modifiche sostanziali agli atti, la Comunità Montana
della Valnerina ha approvato il bilancio di
previsione per l’anno 2008.Un atto dal valore di
circa nove milioni di euro destinati per il 53%
ai lavori sul territorio, il 20% alle partite di
giro, il resto alla spesa corrente (stipendi al
personale impiegato e costi vivi di
funzionamento degli uffici) e alle spese per il
rimborso dei prestiti. Circa cento dipendenti
tra impiegati e operai idraulico forestali e un
bell’indotto per l’economia della zona che
coinvolge ditte esecutrici, fornitrici di
materiali e di altro tipo.
Un bilancio che risente molto dei tagli operati
a sfavore delle Comunità Montane negli ultimi
anni; tagli in parte condizionati da una diffusa
opinione che vede
questi
enti solo come strutture ‘pesanti’ e a volte
improprie. Un giudizio sicuramente generato
dall’esistenza in Italia di una serie di
Comunità Montane che non hanno i requisiti e le
caratteristiche della “montanità” e che,
paradossalmente, finiscono per abbassare anche
l’importanza di quegli enti che invece gli
elementi distintivi li posseggono tutti.Come si
diceva, nonostante le difficoltà e il clima di
incertezza che in Umbria non ha ancora definito
i perimetri delle nuove Comunità Montane e la
loro consistenza (da nove passeranno a cinque),
quella della Valnerina ha proposto e costruito
il suo strumento finanziario ed economico,
garantendo funzionalità e operatività ed
evitando di ricorrere alla messa in esubero del
personale, evenienza che difficilmente potrebbe
garantire il trasferimento dei dipendenti dalla
sede di Norcia verso altri enti distanti
geograficamente.Il bilancio pluriennale che
definisce la gestione futura fino al 2010, pur
basandosi su dati concreti, ha dovuto, peraltro,
tener conto di una situazione virtuale destinata
a subire sostanziali modificazioni con
l’attuazione della riforma.
Nel campo delle opere pubbliche da realizzare,
si continuerà con la ripulitura e la
sistemazione di una fitta rete di sentieri a
valenza regionale e nazionale che partono dal
tracciato della ex ferrovia Spoleto-Norcia e si
snoderanno nei dieci comuni della Valnerina
collegando beni naturalistici, culturali,
strutture ricettive seguendo i tre cammini
dedicati alle testimonianze
‘benedettine’,‘francescane’ e ‘ritiane’.
Saranno realizzati adeguati connessioni
funzionali con i sentieri già realizzati dal
Parco dei Monti Sibillini, dai Comuni,
dalle
Comunanze agrarie, dal Cai dando vita a una
infrastruttura diffusa, leggera e sostenibile
capace già di richiamare grosse fette di
turisti, soprattutto stranieri.
Interventi consistenti sono programmati
sulle sponde del fiume Nera e in particolare a
Borgo Cerreto dove la Comunità
Montana provvederà al
rifacimento del ponte nel centro abitato e alla
sistemazione dell’area circostante, mentre i
fondi regionali del Piano di sviluppo rurale
finanzieranno la sistemazione dei boschi
danneggiati dagli incendi e i miglioramenti
forestali.
Da un punto di vista politico la seduta
consiliare che ha provveduto all’approvazione
del bilancio è stata caratterizzata
dall’uscita dall’aula di cinque
consiglieri di minoranza che, presenti fino alla
discussione del punto relativo al rinnovo della
convenzione per lo sportello del cittadino di
Cascia, hanno
scelto poi di allontanarsi nonostante
il voto
favorevole dato al bilancio, attraverso il
rappresentante del PDL, in Commissione il
giorno precedente o nonostante l’assicurazione
resa pochi
minuti prima, dal capogruppo delle liste
civiche,
di un comportamento di
responsabilità.
Un sesto consigliere, invece, Alberto Canali ex
vicesindaco di Norcia, ha mantenuto la sua
presenza pur non approvando il bilancio. Così
facendo ha garantito il numero legale al
consiglio, considerato che nel gruppo di
maggioranza – non per spaccature o tensioni
politiche ma per motivi contingenti-
tre
membri erano oggettivamente impossibilitati a
partecipare alla seduta (un viaggio di lavoro
all’estero che non ha permesso il rientro e
congedi legati a malattia). Un gesto di serietà
istituzionale, quello di Canali, apprezzato dal
presidente, dalla giunta, dai consiglieri e
soprattutto dal personale della Comunità
Montana, che ha permesso di rafforzare in un
momento delicato la stabilità dell’ente con sede
a Norcia, di fronte al dibattito regionale e di
non rinviare l’approvazione del bilancio ai
giorni successivi con una nuova convocazione.
Chi ha parlato di commissariamento immediato, a
tal proposito, non saprà che la procedura viene
avviata solo dopo la scadenza dei termini di
legge e dopo l’eventuale diffida del Prefetto.
La presenza del numero legale e la conseguente
approvazione del bilancio ha permesso, invece,
sin da subito, un’operatività già indebolita dal
protrarsi dei tempi dovuti all’incertezza dei
finanziamenti e ha evitato il blocco dei lavori.
Le Comunità Montane, infatti, rispetto ai Comuni
hanno meccanismi finanziari diversi. Per
esempio, con i dipendenti del comparto forestale
hanno un rapporto che si può definire di ‘tipo
aziendale’, ovvero legato al volume dei lavori
da realizzare. Gli stipendi dei lavoratori sono
assicurati dal reperimento annuale di risorse
per opere pubbliche e dalla loro piena efficacia
anche nel rispetto dei tempi di esecuzione.
Tale situazione coinvolge, poi, indirettamente
il funzionamento e il mantenimento della
dotazione del personale impiegato che in
Valnerina lega alla redditività dei lavori la
piena copertura delle spese per il pagamento
degli stipendi.
COMUNICATO STAMPA
“Top of the crops”: il Financial Times
incantato da Norcia e dai suoi prodotti
gastronomici .
Non
solo le montagne e il fascino del piano di
Castelluccio definito il “Tibet d’Italia”,
ma soprattutto i prodotti gastronomici di
Norcia hanno incantato il Financial Times,
principale giornale economico finanziario
del Regno Unito.Nelle pagine on line del
Financial, Fiona Leney racconta in un lungo
articolo intitolato “top of
the
crops” la sua esperienza umbra vissuta
a Norcia
nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, durante
il mese di febbraio.
Frastornata dalle botteghe che espongono salumi
di ogni forma, tartufi, formaggi e soprattutto
sacchetti di legumi e cereali squisiti coltivati
localmente, attratta dal canto dei benedettini
nella basilica e colpita dal suono del vento che
si mescola a quello delle campanelle delle
greggi al pascoli, scrive di questo territorio e
dei suoi punti di forza.
“Dove una volta venivano solo gli escursionisti
e gli appassionati della montagna, oggi i
visitatori sono interessati alla qualità dei
cibi e alla loro provenienza e gli agricoltori
stanno trasformando le loro vecchie case in
agriturismi e bed & breakfast per accoglierli
nel modo migliore”
Ne cita una su tutte di queste strutture, in
modo entusiastico, il Casale degli Amici, un
bell’agriturismo appena fuori dalla cittadina di
San Benedetto. Qui,
agli ospiti, vengono servite zuppe di farro e di
lenticchia, ricotte, salumi, tartufi, porcini,
tutti squisitamente
prodotti
in casa, cucinati con passione domestica. I modi
sono quelli di una famiglia allargata che unisce
al calore dell’accoglienza quello della
professionalità e della riservatezza, con la
signora Amici che spiega le ricette delle
minestre e fa parlare il sapore.
Il Financial Times descrive con interesse anche
il proprietario dell’agriturismo, Ernesto,
definendolo come un impassibile e premuroso
maitre d’altri tempi e la giornalista quasi si
stupisce di
trovare in una struttura turistica un tipo
diverso dalla stereotipata figura italiana
dell’albergatore espansivo. Che dire? Ottimi
elementi per la tipica quiete e compostezza
inglese.
Norcia 14
maggio 2008
COMUNICATO STAMPA
Benchmarking
Study per il Servizio
Antincendio
Boschivo della Comunità Montana Della
Valnerina
Il
giorno 17 maggio 2008 alle ore 9.00 a Norcia
in località Monte Pettenaio, nell’ambito
delle attività del Servizio Antincendio
Boschivo, la Comunità Montana della Valnerina
organizza
un’ esercitazione di lotta attiva agli
incendi boschivi.
Ad intervenire alla giornata di formazione sarà
il Coordinamento di Protezione Civile e
Antincendio boschivo” Parco Colli Euganei “di
Galzignano Terme (PD) che presenterà le
esperienze più significative ed innovative per
un confronto di “good action practice ” alla
lotta attiva degli incendi boschivi.
La Comunità Montana Valnerina. ha promosso
questa azione di Benchmarking Study, cioè
di confronto e di
studio pianificato
delle esperienze migliori,
per uno scambio
sui differenti modelli di intervento
delle regioni Veneto ed Umbria atto a
definire protocolli operativi di pronto
intervento con
le migliori prassi e mettendo a frutto
“l’esperienza” quale strumento delle
molteplicità di spunti e di soluzioni
alternative già sperimentate ed efficaci
che evitino perdite di tempo
razionalizzando mezzi, strumenti, materiali ed
operatori antincendio,modalità operative idonee
in tutte le situazioni di emergenza
che si dovessero verificare anche
in occasione di roghi di grandi
dimensioni e che
spesso provocano danni incalcolabili
all’ambiente ed al patrimonio boschivo.
Durante l’esercitazione saranno utilizzate
attrezzature innovative come ad esempio
motopompe ad alta pressione, sistemi
schiumogeni, manichette e lance a portata
variabile.
Alla giornata sono state invitate : la Regione
dell’Umbria, la Provincia, le Comunità Montane
dell’Umbria,
il Corpo Forestale, i Vigili del fuoco, i
Volontari A.I.B dell’Umbria, i Carabinieri, i
Sindaci
e Tecnici dei Comuni della Valnerina, le
Scuole , l’Ente Parco,le Guardie Ambientali.
comunicato
stampa del 5 aprile 2008
La
Comunità Montana
proroga
la scadenza del taglio dei boschi in
Valnerina
La Comunità Montana
della Valnerina, visto l'andamento climatico
dell'inverno 2007-2008 con particolare
riferimento alle ultime settimane, ha
riscontrato che la quantità di neve presente
soprattutto sopra i 1000 m s.l.m. e localmente,
nelle zone esposte a nord, anche a quote
comprese tra 500 e 1000 m s.l.m., è tale da
impedire il completamento dei tagli in corso,
mettendo in difficoltà sia le ditte boschive del
comprensorio che gli utenti dell'uso civico di
legnatico delle Comunanze Agrarie. Pertanto la Comunità Montana
ha stabilito, per la corrente stagione silvana,
le nuove scadenze del periodo utile per il
taglio dei boschi cedui. Per
i boschi cedui situati tra i 500 e i 1000 m s.l.m. la data
stabilita per la fine dei tagli è il
30
aprile 2008, mentre per quelli situati sopra
i 1000 m è il
15
maggio 2008. La Comunità Montana
ricorda che l'esbosco della legna
tagliata può essere effettuato entro i
successivi 15 giorni dalle nuove scadenze
stabilite per i tagli.
Comunicato
stampa del 20.3.08
COMUNITÀ
MONTANA E
COMUNI DANNO VITA AL SERVIZIO DI PROTEZIONE
CIVILE ASSOCIATO DELLA VALNERINA
Al via
il reclutamento dei volontari per il gruppo
intercomunale
Anche
la Valnerina, al pari di altri
comprensori, ha
finalmente un coordinamento intercomunale di
Protezione civile.Questo territorio di grande
valore storico, ambientale e artistico è
soggetto a continui rischi rappresentati proprio
dalla sua conformazione orografica. Infatti,
terremoti, crolli di massi, abbondanti nevicate,
piene fluviali,
incendi boschivi rappresentano i pericoli
maggiori .
Allo scopo di unire le forze e di pianificare in
maniera ordinaria la prevenzione e l’emergenza, la Comunità Montana
con il progetto “Valnerina:una valle unica, un
unico sistema di Protezione Civile” ha promosso
un servizio di protezione civile associato
al quale
hanno già dato adesione i comuni di Cascia,
Cerreto di Spoleto, Monteleone di Spoleto, Preci
e Vallo di Nera.
L’iniziativa di grande interesse è stata
sostenuta dalla Regione dell’Umbria che nella
legge di riforma delle Comunità Montane ha
individuato questi enti come ambiti privilegiati
per le funzioni di Protezione Civile e che nel
caso della Valnerina ha già disposto un
finanziamento per le prime attività.
Il progetto è stato presentato a Norcia dal
presidente della Comunità Montana Agnese
Benedetti, dal coordinatore regionale Alessandro
Severi, dal responsabile del servizio regionale
previsione e prevenzione
Maurizio Tesorini, dal funzionario provinciale
Gianluca Tulelli, dal rappresentante dell’Anci
Claudia Coccetti, dal responsabile tecnico della
Comunità Montana Antonio Duca.
Erano presenti sindaci, amministratori e
tecnici locali, presidenti delle Comunanze
agrarie, rappresentanti delle associazioni di
volontariato, il corpo forestale dello Stato, i
Vigili del fuoco e i laureati del corso
universitario di coordinamento delle attività di
protezione civile. Cinque di essi, in base a un
accordo stipulato tra Regione, Anci, Upi e Uncem
Umbria assisteranno i Comuni di tutta l’Umbria
negli obblighi recati dalla recente normativa
sugli incendi boschivi, che prevede
l’allestimento di una cartografia e la
valutazione del rischio nelle aree percorse dal
fuoco.
“Questo servizio rappresenta un buon risultato
nella politica associativa delle nostre
istituzioni locali che offre prestazioni
migliori per i cittadini e la possibilità di
accedere a maggiori risorse finanziarie- ha
detto la presidente Benedetti. Sin da subito,
con la partecipazione di personale esperto,
verrà predisposto un unico piano di protezione
civile, verranno acquistate strumentazioni e
attrezzature utili per il territorio, sarà
allestita una sala operativa per le emergenze
e verrà reclutato personale volontario
che sarà adeguatamente formato per partecipare
alla prevenzione e all’emergenza. Poiché la
convenzione rimane aperta,
sarà
possibile anche agli altri comuni del territorio
di aderire al servizio”.
Un buon inizio per avere una vallata sicura e
per infondere la cultura della responsabilità
diretta dei cittadini nella salvaguardia del
territorio in cui si vive. In tal senso, sono
disponibili presso la Comunità Montana
e i
Comuni le schede per l’iscrizione dei volontari
che andranno a formare il gruppo intercomunale
della Valnerina.
Si potranno iscrivere cittadini
residenti nella Valnerina che abbiano senso
civico e attitudine al lavoro di gruppo, senza
limitazione di età a partire dai diciotto anni.
Con essi si darà corpo a una forza unitaria in
grado di superare i limiti legati alle ridotte
dimensioni del territorio e a un insieme di
persone con identica formazione professionale,
addestramento, mezzi e uniformi e soprattutto
con una conoscenza dei propri luoghi.
VALLO DI
NERA SU RAI DUE A “SERENO VARIABILE”, SABATO
ALLE ORE 17,00-COLAZIONE DI PASQUA, RACCONTI,
PASSEGGIATE CON I MULI
Dopo le partecipazioni
televisive ai programmi di Raiuno “Sabato &
Domenica” e “Uno mattina” avvenute le scorse
settimane, Vallo di Nera ospita ancora le
telecamere della tv nazionale che manderanno in
onda le sue immagini sabato 22 marzo alle ore
17,00 su Rai due.La popolare trasmissione
“Sereno Variabile” condotta da Osvaldo
Bevilacqua ha trascorso diversi giorni in
Valnerina in compagnia della guida esperta degli
operatori del servizio turistico locale
soffermandosi a cogliere immagini e tradizioni
di Vallo di Nera, Castel San Felice e Monteleone
di Spoleto.
A Vallo di Nera
Bevilacqua e i suoi collaboratori hanno
filmato la tradizionale colazione di Pasqua che
tutto il paese consumerà collettivamente
domenica mattina. Le gustose pizze dolci o al
formaggio verranno affettate e mangiate con
fette di salame e capocollo, mentre le uova sode
con i gusci colorati e dipinti ruzzoleranno sul
tavolo fino alla rottura dei gusci. Un sapore
antico che riunisce abitanti e turisti intorno
al rito della rinascita primaverile e della
Resurrezione.
Da Vallo, bandiera arancione del Touring club e
inserito tra i cento borghi più belli d’Italia,
andranno in onda racconti paesani, passeggiate
con i muli, panorami, scorci e “zoommate” sugli
affreschi del 1400 di cui sono ricche le chiese
romaniche del castello. Da Castel San Felice
“Sereno Variabile” parlerà degli sport da fare
sul fiume Nera come la pesca a mosca e il
rafting, mentre a Monteleone di Spoleto le
telecamere entreranno nella bottega del sellaio,
un anziano e provetto artigiano che costruisce
ancora a mano ricercati finimenti per cavalli .
NERONORCIA: DOMANI LA COMUNITÀ MONTANA
DELLA VALNERINA E
LA REGIONE DELL’UMBRIA
PRESENTERANNO IL PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE
PER L’UMBRIA.
In
anteprima a Norcia tutte le opportunità di
sostegno finanziario e di crescita per le
aziende e gli enti pubblici, fino al 2013.
Domani, sabato primo Marzo, all’interno
delle manifestazioni di NeroNorcia, 45.ma Mostra
Mercato del tartufo nero e dei prodotti tipici, la Comunità Montana
della Valnerina, in collaborazione con la Regione dell’Umbria, presenterà
“Il
Programma di Sviluppo rurale per l’Umbria 2007-2013”.
L’importante documento di programmazione
verrà illustrato in
anteprima regionale a Norcia nella stesura
definitiva,
dopo il vaglio del Comitato di
sorveglianza. Un’occasione importante per le
aziende, i tecnici, i Comuni, le Comunanze
agrarie e i cittadini della Valnerina
e dell’Umbria che potranno conoscere sin
da subito bandi, scadenze e finanziamenti per
sostenere le loro attività negli ambiti agricolo
e forestale, nell’incentivazione delle attività
turistiche, nella promozione dei prodotti,
nell’allevamento degli animali, nel restauro di
edifici, nella formazione professionale, nella
produzione di energia.
Il Programma prevede, infatti, cospicui
contributi pubblici che hanno come obiettivo
quello di migliorare la qualità della vita nelle
aree rurali, di tutelare l’ambiente e di
aumentare il livello di competitività delle
aziende sul mercato.
L’appuntamento, a cui parteciperanno
rappresentanti locali, regionali, dello Stato e
della Unione Europea,
è fissato per domani,
sabato
primo marzo, secondo fine-settimana della
Mostra, alle
ore
dieci presso
la Sala
del Consiglio Maggiore nel municipio di Norcia,
in piazza San Benedetto.
PROGRAMMA DEL CONVEGNO:
Saluto
Nicola
Alemanno, sindaco di Norcia
Coordina
Lamberto
Sposini, giornalista e conduttore
Relazione
introduttiva
Agnese
Benedetti, presidente della Comunità Montana
della Valnerina
Intervengono
Ernesta
Maria Ranieri, direttore agricoltura Regione
Umbria
Giuseppe
Blasi, direzione Ministero dell’Agricoltura
e delle Politiche Forestali
Piero
Mora, direzione agricoltura della
Commissione europea
Massimo
Marcaccio, presidente del Parco Nazionale
dei Monti Sibillini
DIBATTITO
Conclusioni
Carlo
Liviantoni, Vicepresidente della Regione
Umbria e assessore all’agricoltura.
Undici itinerari ricalcano
le antiche vie della Valnerina e della montagna
di Spoleto, riproponendo l’utilizzo di vecchi
tracciati battuti nei secoli da agricoltori,
bestie da soma, greggi,
boscaioli, da pellegrini e mercanti,
briganti e pastori, da soldati, personaggi
illustri, uomini e santi alla ricerca di una
naturale spiritualità.
Quelle strade che hanno
accolto i passi di tanta gente e che in
epoca recente sono stati necessariamente
sostituiti dalla viabilità carrabile di
fondovalle diventano, in questa proposta
turistica, l’invito a indugiare, a provare
emozioni sopite, a camminare a piedi tra la
vegetazione godendosi con i passi le salite, le
discese, i tratti in piano di una parte
dell’Umbria che ben si esprime attraverso lo
spirito autentico del territorio, del paesaggio
e degli antichi manufatti, siano essi fonti,
edicole sacre, eremi, anfratti e viste
da
mozzare il fiato, torri, casali d’altura o
borghi di pietra.
Un territorio che viene offerto ai visitatori
non solo per la sua travolgente bellezza, ma
anche per proteggerlo dall’abbandono, per
restituire quel senso di legame stretto con la
natura che oggi molti hanno scelto più o meno
consapevolmente, e sicuramente con grosso
discapito, di non assaporare più. Dunque, undici
sentieri come parte di
un
progetto di fruizione, di partecipazione, di
ricostruzione di un’economia che possa
consolidare l’attenzione e garantire ancora la
piena attività umana.
E’ innegabile che lo
sviluppo di un territorio sia influenzato dalle
vie di comunicazione che lo attraversano.
Se agli inizi del secolo scorso la
costruzione della ferrovia Spoleto-Norcia,
progettata da Erwin Thomann e inaugurata nel
1926, fu per
la Valnerina
quanto di più moderno si potesse pensare per
rompere l’isolamento e agevolare il transito di
persone e merci, oggi – dopo tanti anni di
abbandono- il recupero del tracciato possiede
ancora una valenza economica e sociale.
Certamente, non nel senso stretto della
movimentazione ordinaria, ma di quella legata ad
un comprensorio di alto valore turistico.La
ferrovia, a trazione elettrica, fu progettata
dall’ingegner Erwin Thomann e costruita dalla
Società Subalpina di imprese ferroviarie a
partire dal 1913 alla vigilia della prima guerra
mondiale. I lavori
furono ultimati nell’estate del 1926 con un
ritardo di dieci anni rispetto a quanto
preventivato a causa della guerra e delle
difficoltà economiche e anche il costo di
esecuzione lievitò di molto, arrivando a un
totale di cinquanta milioni di lire. Gli
edifici: nove stazioni, tredici caselli, una
cabina e una sottostazione elettriche,
gabinetti, magazzini scorte, abitazioni degli
impiegati e dei custodi, rimessa motrici e
officina. Diciannove gallerie
estese per circa cinque chilometri, più
di venti tra ponti e viadotti che i convogli
iniziarono a percorrere per cinquantadue
chilometri di percorso totale in due ore, alla
media di 25-30 km orari, tra l’entusiasmo dei passeggeri e
la soddisfazione del direttore di esercizio
l’ingegnere Paolo Busler.Un percorso difficile
da considerare soltanto in termini economici,
che inevitabilmente, dopo una serie di decreti,
portò nel 1968 alla
soppressione della linea considerata come “ramo
secco” per carenza di passeggeri e sbilancio
finanziario. A nulla valsero le proteste, la
richiesta di un tronco fino a Cascia per il
trasporto dei pellegrini diretti al santuario di
Santa Rita e
i comitati di difesa di fronte ai numeri in
rosso delle perdite. Diversi
lustri sono passati dalla chiusura della mitica
ferrovia, dal passare lento di quelle carrozze
azzurre, che sferragliavano a strapiombo sui
versanti scoscesi del crinale montano tra i
boschi di leccio e roverelle,
e a filo d’acqua sul fiume Nera. Oggi il
traffico turistico, al pari di quello pendolare,
usa le automobili e, con quarantacinque minuti,
dalla città ducale di Spoleto arriva in piazza
San Benedetto a Norcia, ma non assapora più in
modo completo il digradare tranquillo
dell’intreccio tra natura e storia e ha una
ridotta permanenza nei luoghi.
Ora che la Valnerina ha la più alta
disponibilità di strutture ricettive dell’area
(sono migliaia i posti letto) e un numero
indefinito di borghi e patrimoni artistici da
visitare, un paniere alimentare d’eccezione e un
ambiente naturale incomparabile, la riapertura
del tracciato ferroviario abbandonato offre un
concreto impulso alle attività economiche e
rinnova quel motivo di unione con Spoleto.
D’altronde proprio il motto “modernizzare per
unificare” fu la parola d’ordine che ispirò e
incitò i pionieri delle strade ferrate, i
politici, gli ingegneri che a partire dalla
prima metà dell’ottocento (iniziando dalla
Napoli- Portici) coprirono il territorio del
Paese di rotaie e locomotive.Dunque la ex
ferrovia Spoleto- Norcia diventa il denominatore
comune di una politica di valorizzazione
turistica che copre, insieme alle altre
infrastrutture leggere di tipo sentieristico,
come la pista ciclabile Assisi-Spoleto e le
“autostrade verdi” dell’antica viabilità, una
ragguardevole parte dell’Umbria sud- orientale.E
se la ferrovia tocca in Valnerina solo il
territorio di quattro Comuni su dieci, essa è
parimenti importante come fonte di attrazione
per tutti, in virtù della ramificazione delle
attività che da essa partono e che raggiungono
capillarmente l’intero territorio.
I consistenti finanziamenti del Programma di
recupero e riqualificazione urbana (PRUSST) e
soprattutto quelli regionali, nazionali
e della
Comunità europea stanziati nell’ambito del
programma integrato per le aree terremotate
(PIAT) e del patto per lo sviluppo dell’Umbria,
sezione filiera turismo-ambiente-cultura, hanno
offerto l’occasione per dare concretezza ai
progetti pensati per l’antica via del trenino.
In particolare, contemporaneamente al
risanamento e alla messa in sicurezza del
tracciato, dei suoi affascinanti viadotti,
gallerie e ponti, la Comunità Montana della Valnerina e il comune di
Spoleto hanno
operato il recupero di tre stazioni e due
caselli.Questi non sono stati scelti a caso, ma
individuati nella logica di un programma di
fruizione del territorio e di affiancamento e
potenziamento delle attività che già vengono
esercitate nella vallata e nella città. Si è
trattato di utilizzare manufatti di impatto
emozionale e di pregevole qualità
architettonica, già classificati come beni
storici da tutelare, per l’offerta al pubblico
turistico di funzioni di servizio. Partendo da
Spoleto fino a Norcia, infatti,
il
viaggiatore potrà riconoscere a colpo d’occhio
nei caselli e nelle stazioni gli speciali punti
di approdo. Grazie ad una convenzione d’uso con la Società Spoletina Trasporti si è avuta la
disponibilità dei beni.
A Spoleto la stazione ……………………La stazione
di Sant’Anatolia di Narco, porta d’ingresso
della Valnerina per chi arriva dal traforo di
Forca di Cerro, mantenendo la sua tipologia,
sarà una tappa importante per l’accoglienza
nella quale ottenere informazioni su tutto il
territorio, acquistare biglietti “plurivisita”,
avere indicazioni alberghiere e sulle varie
iniziative; essa
fungerà da piccola foresteria e
capolinea per le partenze escursionistiche verso
numerosi sentieri. Una tappa che permetterà di
visitare la vicina chiesa abbaziale di San
Felice, il Museo dell’albero della Comunità
Montana e di raggiungere il borgo di Scheggino
con le fonti di Valcasana,
la Cascata
delle Marmore, di salire verso il Coscerno
toccando Poggiodomo e Monteleone di Spoleto.
Procedendo verso nord, oltrepassata la stazione
principale di Piedipaterno, il progetto prevede
il risanamento dei due caselli dell’Eremita e di
Passo Stretto, edificati tra il bosco e il
fiume, in uno straordinario scenario che pur
costeggiando la strada Valnerina, è diviso da
essa da una spessa cortina idrofila di
alberature compatte. Tanta è l’integrità del
fiume Nera in questo tratto della ferrovia,
insinuata tra rocce e galleriole, che la
Provincia di Perugia ha regolamentato la pesca
alle trote, permettendola lungo una distanza di
quattordici chilometri solo con l’ amo privo di
ardiglione, secondo la pratica detta “no kill”.
Al fiume si può accedere con l’acquisto di un
tesserino che dà diritto a catturare un certo
numero di pesci, da ributtare poi vivi nelle
acque. L’attività, gestita da Legambiente ha
registrato numeri elevati di presenze e ha
attivato un indotto soddisfacente, garantendo la
salvaguardia del fiume. I due caselli, posti nel
comune di Vallo di Nera, potranno essere luogo
privilegiato dei pescatori che cercano ristoro e
rifugio lungo il tragitto, punto di riferimento
per chi voglia conoscere meglio da vicino questa
attività o ritrovo per gli escursionisti che
vogliano inerpicarsi fino a Vallo di Nera,
Cerreto di Spoleto, Sellano o, in salita lungo
il corso del Nera, fino a Preci.
Sempre in tema di fruizione dei fiumi, nel
progetto della Comunità Montana è previsto a
Serravalle di Norcia il quinto intervento di
recupero. La stazioncina potrà diventare, ai
piedi della città di Santa Rita e alle porte del
Parco Nazionale dei Monti Sibillini, la base di
partenza delle attività di rafting che oggi sono
molto praticate sia sul fiume Corno che sul
Nera, contribuendo alla definizione ormai
indipendente di un segmento turistico nuovo:
quello ambientale.
Oltre alle attività evidenziate, il ripristino
del tracciato, completato dal restauro degli
edifici (incluse la stazione di Norcia, già
ristrutturata), diverrà una formidabile
parallela della viabilità principale, da
percorrere a piedi, con l’ausilio di quadrupedi
– come propone in modo originale la cooperativa
Mulattiera di Roberto Canali - a bordo di
biciclette o, tornando un po’ tutti bambini, a
bordo di un colorato trenino gommato che
la Spoletina Trasporti ha già
sperimentato nelle vie di Spoleto in occasione
di appuntamenti importanti.
Sull’asse della ferrovia già convergono,
inoltre, altri camminamenti che in questi ultimi
anni, con una politica che punta
all’integrazione delle risorse, sono stati
riattivati per penetrare nel pieno delle
emergenze architettoniche, religiose,
tradizionali e gastronomiche.
Sarà importante, quindi, dopo i recuperi fisici
delle opere e il loro restauro conservativo,
mettere in atto una vera e propria strategia di
valorizzazione che non faccia correre il rischio
di aver raggiunto solo una parte dello scopo.
Ovvero di vedere prima ripulito il tracciato e
poi di nuovo invaso dalla vegetazione, o peggio
sostenuto ad oltranza solo da fondi pubblici.Da
circa vent’anni, soprattutto per la Valnerina è
stata messa in atto un’azione di “ricostruzione”
vera e propria e di ricucitura del suo tessuto
sociale slabbrato dalle emorragie demografiche.
Se dal 1971 al 1981 la popolazione era scesa da
17.000 abitanti a 14.600, da quella data ad oggi
il saldo demografico è quasi positivo, pur
considerando il calo fisiologico dovuto alla
forte presenza di popolazione anziana. Il
risanamento edilizio, conseguente
prevalentemente agli eventi sismici, ha permesso
di riappropriarsi di molti beni immobili, di
impiantare e sviluppare attività legate alle
risorse dei luoghi, di realizzare con il lavoro
tante attività legate al turismo. Il tutto con
una programmazione seria e mirata.
Le istituzioni pubbliche hanno svolto il loro
ruolo di propulsori, di catalizzatori: come per
le altre operazioni, così per il tracciato
dell’ex ferrovia, si lavora alla redazione di un
piano di gestione che contenga ogni forma di
collaborazione con i privati affinché
l’infrastruttura possa continuare a vivere, pur
senza il trenino, con l’immutato messaggio di
modernità, progresso, rispetto dell’ambiente.Motore, insomma,
dell’emancipazione umana.
Agnese Benedetti
Presidente della Comunità
Montana della Valnerina
A Vallo
di Nera un’Accademia
dedicata al formaggio di qualità
Un’Accademia
tutta dedicata al formaggio e alle produzioni
casearie di qualità.
Nasce in
Valnerina, a Vallo di Nera che del formaggio ha
fatto una propria e vera bandiera tanto da
dedicargli ogni anno a giugno una manifestazione
tematica, il Fior di Cacio, su progetto del
Comune e con il cofinanziamento del Gal Valle
Umbra - Sibillini.Ieri sera presso l’ex convento
francescano di Santa Maria
settanta buongustai, amanti del cacio e
delle sue molteplici variazioni, si sono
incontrati per celebrare le virtù del ghiotto
prodotto e per affrontare le problematiche
legate all’allevamento dei capi da latte e alla
produzione. Erano presenti, tra gli altri,
l’assessore regionale all’agricoltura Carlo
Liviantoni, il preside della Facoltà di agraria
dell’Università degli studi di Perugia Francesco
Pennacchi, rappresentanti istituzionali, esperti
e numerosi produttori che di recente, presso la Comunità Montana
della Valnerina, hanno costituito
un’associazione per lavorare tutti insieme a un
marchio d’identità da utilizzare
perlacommercializzazione e per offrire
garanzie sul prodotto ai consumatori.
La storica tradizione casearia della
Valnerina e di tutta l’Umbria, non possiede
infatti fino ad ora un marchio di
riconoscibilità che la tuteli dalle
contraffazioni e che restituisca agli allevatori
e ai trasformatori una giusta remunerazione,
ponendo finalmente sul mercato un prodotto con
il marchio umbro, come avviene per le altre
regioni.Questo a fronte di una creatività che
solo in Valnerina sa offrire numerosi tipi di
formaggio a latte crudo: il conosciuto pecorino,
fresco o stagionato che varia di sapore al
variare dei pascoli, i caprini, le caciotte
miste ottenute dal latte di pecora e mucca, la
ricotta salata ( per la quale la zona di Norcia
segnerebbe l’avamposto settentrionale di
produzione italiana), il formaggio molle con lo
zafferano caseificato con caglio di fiori di
cardo, la giuncata, la ricotta fresca, la
mozzarella di latte di pecora e il cacio
stagionato e affinato nelle botti di quercia
avvolto in foglie di noce.Veri capolavori di
gastronomia sui quali puntare per promuovere
territorio e attività economiche, ma anche
produzioni a forte rischio di estinzione per le
difficoltà organizzative e per regole che se da
una parte garantiscono l’igienicità, dall’altra
tendono ad appiattire i prodotti e a omologarli
alla produzione industriale, ad esempio
prevedendo l’uso di cagli artificiali al posto
di quelli preparati artigianalmente con l’uso di
erbe ed enzimi animali.
I soci dell’Accademia hanno idee chiare che
hanno elencato approvando i primi articoli dello
Statuto, ovvero lavorare e contribuire allo
sviluppo, alla tutela e al recupero dei formaggi
tipici locali.Si diventa socio seguendo questi
intenti e sottoscrivendo formalmente la
“Magna
Carta del Cacio” che impegna, dopo aver
indossato il grembiule-insegna dell’Accademia,
tra il serio e il faceto,
ciascuno
degli aderenti a seguire sette precetti quali:
 |
Rispettare le biodiversità
nell’allevamento del bestiame e nella
scelta del foraggio e dei cagli; |
 |
Promuovere la cultura del cacio
proclamando Vallo di Nera, la Valnerina e l’Umbria
“patria del cacio”; |
 |
Produrre e degustare solamente cacio
dalle qualità particolari, cioè
eccellente dal punto di vista
organolettico; |
 |
Degustare il cacio almeno due volte a
settimana; |
 |
Non offendere nessuno con l’espressione
“faccia di cacio”; |
 |
Produrre e degustare solo prodotti
autoctoni o meglio, prodotti e
trasformati a partire dalle materie
prime locali, lavorati e stagionati
secondo pratiche tradizionali locali; |
 |
Tutelare e valorizzare la professione
del pastore casaro. |
comunicato
stampa del 28 dicembre 2007
Il
restauro post sismico di Vallo di Nera, in
Valnerina, diventa una “best practice”
internazionale
Dopo l’interessamento di
molte riviste a tiratura nazionale,di
trasmissioni televisive, di alcuni autori di
manuali di architettura, il recupero di Vallo di
Nera effettuato a seguito del terremoto diventa
un caso di interesse internazionale.
Al piccolo centro storico della Valnerina, preso
ad esempio per i risultati e la sensibilità con
cui sono state affrontate le problematiche del
ripristino post sismico, della valorizzazione e
della conservazione qualitativa, è stato
dedicato uno studio appena pubblicato in un
volume,
in lingua italiana e inglese.
Il libro e lo studio, realizzati dalla
ricercatrice Lunella Ferri, rientrano in un
progetto di iniziativa comunitaria
L.O.T.O., acronimo di Landscape
Opportunities for Territorial Organization, che
si è occupato dell’identificazione, della
riqualificazione e del recupero del paesaggio
dopo gli eventi calamitosi, prendendo in
considerazione alcune “buone pratiche” di valore
generale.
Il programma è stato coordinato dalla Regione
Lombardia e ha coinvolto il Ministero dei Beni
Culturali italiano, la Regione dell’Umbria
assessorato alle politiche agricole e al
paesaggio (che ha finanziato la pubblicazione),
le Regioni Marche, Emilia Romagna, Veneto,
l’Istria Regional Government,
la Repubblica
di Slovenia, l’Università di Monaco, l’Istituto
di progetti urbani di Bucarest,
la Facoltà
di
Architettura dell’Università di Budapest.
“Anticipando modalità tecniche e organizzative
che solo più di recente sono entrate nella
cultura e nelle pratiche correnti, a Vallo di
Nera gli obiettivi sono stati perseguiti e messi
in atto attraverso uno strumento urbanistico
ordinario, qual è il Piano di Recupero,
mostrando come l’innovazione può essere
praticata anche utilizzando strumenti
tradizionali.” –ha scritto
nella
prefazione del libro Sandra Camicia,
responsabile scientifico del progetto per la Regione Umbria.
In ottanta pagine vengono ripercorse con scritti
e suggestive fotografie del prima e del dopo
restauro, tutte le fasi di progetto ed
esecuzione della ricostruzione post sismica, con
un’analisi del sistema insediativo,
dell’impianto urbanistico e del contesto
ambientale che mette in evidenza l’elevato
valore intrinseco dell’abitato, rappresentato
dalla tessitura urbana, ma anche dagli elementi
architettonici presenti in maniera diffusa, dai
materiali omogenei, dalle peculiarità del sito.
Molto interessante la parte dedicata alle
normative, alle procedure, ai tempi della
ricostruzione e alla scelte adottate con la
redazione dei piani di recupero e dei piani
particolareggiati, con i vincoli di “facciata”
sui bei prospetti medievali, il divieto o le
eccezionali deroghe per l’apertura di nuove
finestre, l’eliminazione delle superfetazioni
come bagnetti pensili, tettoie, balconcini, la
conservazione e il ripristino dei caratteri
ambientali.
Un altro aspetto fondamentale, su cui la
ricerca si è soffermata, è stata la scelta dei
tetti e delle murature. Una scelta
che ha
coniugato salvaguardia paesaggistica e regole
antisismiche.
I tetti di Vallo di Nera hanno conservato
l’andamento delle falde e la copertura in coppi
vecchi, hanno mantenuto la struttura in legno
che a differenza del latero-cemento si è
dimostrata più efficace rispetto alla difesa del
rischio sismico, perché più elastica e leggera.
Le murature, restate a pietra con faccia a
vista, hanno comportato soluzioni tecniche più
elaborate, come la risarcitura, lo scuci-cuci e
le iniezioni di cemento, ma hanno sicuramente
garantito il mantenimento dell’aspetto esterno.
La pubblicazione, intitolata “Il caso di Vallo
di Nera: paesaggio urbano e ricostruzione post
terremoto in un piccolo centro storico” descrive
in
dettaglio i quattro principali tematismi
perseguiti: la qualità architettonica degli
edifici, la morfologia insediativa e gli spazi
aperti, i valori visivo-percettivi del
paesaggio, i beni culturali e l’identità locale,
soffermandosi sul coinvolgimento della
popolazione, che attraverso un’opera di
coinvolgimento e sensibilizzazione è stata
decisiva per la messa in atto delle proposte
progettuali.
Comunicato stampa del 27.12.07
Valnerina
servizi:a ciascuno le proprie responsabilità. La
presidente della Comunità Montana Valnerina
non
accetta le esternazioni di Alemanno.
Come un apprendista cuoco
che si diletta a rivoltare frittate, il sindaco
di Norcia dopo aver accusato ingiustamente il
centrosinistra di aver fatto fuori la
rappresentanza del suo comune dal Cda della
Valnerina servizi, ammette ora di aver avuto la
possibilità di nominare da solo un consigliere,
ma di aver rinunciato alla nomina
per
senso di responsabilità.
Una responsabilità che accusa gli altri soci di
non avere avuto in merito alla gestione della
società che gestisce il gas.
Egli, in un suo comunicato, fa riferimento a un
piano aziendale consegnato in ritardo, quasi che
lo avesse dovuto produrre la Comunità Montana
e non il consiglio d’amministrazione della
Valnerina servizi, di cui facevano parte
rappresentanti di tutti i Comuni.Anzi, è stata
proprio la Comunità Montana,
che tra l’altro si trova a ripianare la quota
pubblica più consistente del disavanzo, a
“pressare” continuamente
gli amministratori della società del gas
per avere i risultati, avanzando le
richieste verbalmente e per iscritto e a
convocare un apposito consiglio aperto a tutti i
soci.
Forse il sindaco Alemanno, invece di scaricare
responsabilità sugli altri, dovrebbe ammettere
che è difficile coniugare la finalità sociale
che
la Valnerina servizi ha
perseguito sin dalla sua nascita con le logiche
di mercato e della competitività e comunque
farebbe meglio a
non rinnegare il suo coinvolgimento.
“Per quanto riguarda il riferimento a misteriose
scelte delle campagne elettorali- afferma il
presidente della Comunità Montana della
Valnerina, chiamato in causa direttamente -
non so
il sindaco a
cosa si riferisca, ma posso affermare per sua
conoscenza e tranquillità (visti i poco velati
attacchi personali) che l’abitazione dove
risiedo e l’azienda dove esercito la mia
attività sono purtroppo ancora alimentate a gas
propano liquido, non essendo stato disponibile
il metano come in altri luoghi della Valnerina.
Mi pare anche superfluo, ma forse opportuno
precisare, che il rispetto per i beni della
collettività e per i soldi pubblici ha sempre
animato la mia esperienza di amministratore,
prima di ogni altro interesse. Non ho mai
cercato le tasche di Pantalone, né lo
scaricabarile per affrontare le situazioni che
mi si sono parate davanti. E, in merito a questa
polemica che si sarebbe potuta evitare, ritengo
più opportuno per me e per i cittadini che ormai
sono stati informati, chiudere ogni ulteriore
strascico”.
Comunicato stampa del 26 dicembre 2007
“Valnerina
Servizi”: non servono polemiche, ma soluzioni.
Replica al sindaco di Norcia sul nuovo consiglio
d’amministrazione.
Sulle nomine della “Valnerina Servizi”,
società che si occupa di metano, e sulle
critiche esternate dal sindaco di Norcia
Alemanno è bene informare che se la città di San
Benedetto non ha membri nel consiglio di
amministrazione, lo deve a una scelta dei suoi
rappresentanti comunali che hanno preferito
rinunciarvi pur possedendo un numero di azioni
sufficienti a nominare un proprio delegato.
Che il sindaco di Norcia e il suo assessore
possano disapprovare le nomine del consiglio
d’amministrazione della “Valnerina servizi”
votate la scorsa settimana, rientra nei canoni
della libera dialettica e del confronto
politico. Ma che accusino di procedere con “fare
arrogante, privo di logica e di buon senso” i
rappresentanti dei comuni e i soci privati che
hanno provveduto all’elezione del nuovo Cda,
sembra davvero un esercizio poco responsabile di
polemica a tutti i costi.
Poche parole per replicare e fare le dovute
precisazioni. Da tempo l’assemblea della società
consortile per azioni doveva provvedere ad
adeguare il consiglio (già autosospeso) secondo
i
dettami della Legge
e da più
di un mese era stata decisa la data con il
relativo ordine del giorno, dopo un primo
rinvio.
Si era inteso lasciare un tempo sufficiente per
concordare una soluzione condivisa da tutti i
soci, ma dal sindaco di Norcia non era arrivata
nessuna proposta, nonostante i contatti cercati
nei
giorni precedenti all’elezione del nuovo
consiglio d’amministrazione.
Solo nel corso della riunione assembleare, a
seduta aperta, i rappresentanti di Sellano, di
Poggiodomo e l’assessore nursino Arpinelli (che
fanno riferimento al centrodestra), hanno
avanzato la richiesta di costituire un consiglio
di amministrazione di tre membri, invece che di
cinque, oppure di rinviarne per la seconda volta
le nomine.
Quando tale proposta non è stata approvata dalla
maggioranza che ha scelto con responsabilità di
non rinviare ancora e ha proceduto dando
rappresentatività a più
Comuni
eleggendo un consiglio di cinque membri e
raggiungendo
comunque un risparmio con il taglio delle
indennità, il comune di Norcia ha rinunciato di
fatto a nominare un proprio consigliere.
Un vera e chiara rinuncia, considerato che
per il
numero di azioni possedute, ovvero il dodici per
cento (senza neppure conteggiare quelle di
Sellano e di Poggiodomo), le opportunità di
eleggere un proprio membro esistevano
pienamente. Quindi se Norcia non ha un
consigliere nella Valnerina Servizi , la
responsabilità non deve essere addebitata al
centrosinistra ma a una precisa scelta fatta dai
suoi amministratori.
Per quanto riguarda il riferimento al disavanzo
di gestione della “Valnerina Servizi” e al
ripiano del deficit 2006
fronteggiato
dai soci pubblici e privati per circa 180.000
euro, oltre a quello non ancora quantificato per
il 2007, è interesse di tutti trovare le
migliori soluzioni. Sembra molto inopportuna in
tal senso la dichiarazione di Alemanno di voler
stare comodamente a “guardare dalla finestra”,
visto che, sarà bene ricordarlo, da quando è
sindaco ha partecipato e condiviso insieme agli
altri Cùomuni, ai soci privati e alla Comunità
Montana, ogni nomina, ogni scelta e ogni
preoccupazione in seno alla Valnerina Servizi e
alla controllata Valnerina Gas, avendo nominato
suoi rappresentanti diretti, avendo acquistato
ulteriori quote e avendo votato favorevolmente
ogni passaggio.
Di fronte ai problemi attuali, tirarsi fuori
assurgendo a un ruolo improprio, carico di
“rinnovato candore” è quanto mai fuori luogo.
Più giusto sarebbe
proporre, discutere e stabilire le
soluzioni nella condivisione e nel rispetto
delle regole democratiche, a cui tutti sono
interessati.
comunicato stampa del 18 aprile 2007
Valnerina:
eletto il nuovo Consiglio d’amministrazione
della Valnerina Servizi. Renzo Emili presidente.
L’assemblea
dei soci della Valnerina Servizi, la società
consortile a partecipazione pubblico-privata
che
gestisce il gas metano nei dieci comuni del
comprensorio, si è riunita ieri presso la sede
della Comunità Montana per eleggere il nuovo
consiglio d’amministrazione.
Presidente è stato nominato Renzo Emili, che
succede ad Antonio Paoloni rimasto al vertice
dell’ente per due mandati, vicepresidente il
socio privato Stefano Roscini di Ami 2000,
consiglieri Giancarlo Patrizi, Antonio Battaglia
e Tullio Fibraroli.
Prima delle nomine, alla presenza del notaio
Marco Pirone, l’assemblea ha proceduto alla
modifica dello Statuto con la riduzione del CDA
da sette a cinque membri ( tre di nomina
pubblica e due privata) mettendo in atto le
deliberazioni dei vari organi consiliari che si
erano espressi in tal senso dopo le disposizioni
obbligatorie della legge finanziaria del 2007.
Contestualmente all’elezione, su proposta di
alcuni azionisti, sono stati dimezzati i
compensi spettanti ai membri ed è stata
raggiunta quella economicità di spese che i
rappresentanti dei comuni di Norcia, Sellano,
Poggiodomo, attraverso i propri rappresentanti
presenti all’assemblea avevano invece proposto
di ottenere (in un primo momento tentando un
rinvio delle decisioni a una prossima seduta)
con una ulteriore riduzione dei consiglieri da
cinque a tre. Una soluzione che il resto
dell’assemblea non ha accettato, garantendo una
maggiore rappresentatività al territorio che
avrebbe visto praticamente quasi annullata la
sua partecipazione diretta al consiglio
d’amministrazione e, nel contempo, raggiungendo
lo stesso obiettivo economico, anzi superandolo.
La scelta, poi, di non rinviare per la seconda
volta l’elezione,
nonostante la contrarietà dei tre comuni che
nelle precedenti sedute avevano votato per
iscrivere il punto all’ordine del giorno, è
stata dettata dalla necessità e dalla
responsabilità di dare subito alla Valnerina
servizi un organismo efficiente, soprattutto
dopo l’autosospensione del vecchio consiglio
avvenuta un mese fa. Un ulteriore rinvio, in tal
senso, sarebbe andato contro gli interessi della
popolazione e non avrebbe trovato
giustificazioni. Una divergenza, dunque, che si
auspica possa essere superata, per garantire
così come avvenuto fino ad ora, una gestione
corresponsabile e condivisa della società da
parte di tutti gli schieramenti politici.
Il nuovo consiglio d’amministrazione dovrà
impegnarsi in una fase molto delicata per
Valnerina Servizi che controlla anche il ramo
commerciale della Valnerina Gas, deputata alla
vendita del metano e per la quale fra qualche
settimana sarà presentato da Sviluppumbria un
piano di valutazione.
Gli ultimi due esercizi finanziari hanno,
infatti, maturato perdite consistenti che,
nonostante l’impegno degli amministratori,
presentano denunciano debolezze strutturali tali
da far pensare a soluzioni immediate e
risolutive. I numeri: circa centottantamila euro
di disavanzo per il 2006 e altre perdite non
ancora quantificate per
il 2007,
a cui si aggiunge la necessità di
realizzare ulteriori investimenti per
raggiungere con la rete quella parte del
territorio che ancora continua ad alimentare le
caldaie con il gas propano liquido, distribuito
con i bomboloni, e la costruzione di un
collettore di distribuzione che risolva il
problema tecnico della pressione elevata del
gas, spesso causa di blocchi ed ostruzioni. Una
situazione affrontata da tutti i comuni e dallo
stesso consiglio della Comunità Montana della
Valnerina, uno dei due soci col maggior numero
di azioni insieme a Sviluppumbria, che ha tenuto
nei giorni scorsi una seduta aperta
appositamente dedicata alla questione. In
quell’occasione, all’unanimità dalla maggioranza
e dalla minoranza, è stato rimarcato il valore
sociale della metanizzazione, avviato venti anni
fa con i fondi del terremoto destinati allo
sviluppo, in un’area poco appetibile
commercialmente per la sua particolare orografia
e per la frammentazione dei centri
abitati,
ma che ha potuto garantire, almeno per una parte
della popolazione e delle imprese, un servizio
adeguato.
comunicato stampa del 10 dicembre 2007
Un
territorio tutto da vivere: Comunità Montana
della Valnerina e Comunanza Agraria di Civita
insieme in un progetto di valorizzazione
agricola.
Una recinzione lunga circa
tredici chilometri, la sistemazione di un
laghetto per l’abbeveraggio e il restauro di due
edicole votive sono i lavori appena ultimati
dalla Comunità Montana della Valnerina a Civita,
una frazione del comune
di Cascia. L’ente montano e la locale
Comunanza agraria hanno messo insieme idee e
risorse finanziarie per realizzare un importante
progetto di valorizzazione dei pascoli e dei
terreni coltivati.
Arrivati a Cascia bisogna percorrere diversi
chilometri di strada in salita, incuneati tra i
boschi, prima di giungere alla frazione di
Civita. Del vecchio paese, sistemato sopra al
poggio e circondato da conche pianeggianti, sono
rimasti alcuni ruderi
pericolanti avvolti nella vegetazione, che
lasciano leggere l’impianto originario di questa
“cittadella” sorta a confine tra
lo Stato pontificio e il Regno delle due
Sicilie e che raccontano ancora la pesante
ferita inferta
dal terremoto di trent’anni fa. Quelle
case, abbandonate in una notte di settembre,
sono state riedificate più in basso con una
foggia moderna, lontane dalla faglia sismica,
e sono
oggi abitate
da famiglie di giovani, che con tenacia
hanno saputo restituire
vivacità e vitalità al piccolo centro,
dedicandosi all’agricoltura
e all’allevamento di pecore, mucche e
cavalli, con la nascita di numerose e salde
aziende produttive.
Nella loro attività imprenditoriale, gli
abitanti di Civita, sono supportati da un ente
pubblico a gestione locale, la Comunanza agraria, che al
pari di altre realtà della Valnerina possiede
centinaia di ettari
di
boschi e di pascoli, destinati all’uso
collettivo. Gli ultimi due presidenti che si
sono succeduti al vertice dell’amministrazione,
Adelino e Aldo De Carolis, insieme agli altri
consiglieri, hanno portato avanti l’interessante
intesa con la Comunità Montana
per realizzare le importanti opere di
miglioramento.
“Abbiamo scelto di investire alcuni dei fondi
disponibili nel nostro bilancio a vantaggio del
territorio e delle sue attività economiche,
per
favorire il mantenimento della popolazione
soprattutto nelle frazioni di alta montagna– ha
detto il presidente della Comunità Montana
Agnese Benedetti.
La
collaborazione con la Comunanza di Civita
si è
rivelata particolarmente interessante, per le
finalità produttive che recano beneficio a
diverse aziende agricole, oltretutto condotte da
giovani attenti alla qualità e alla tutela
ambientale”.
Comunicato
stampa del 21 novembre 2007
Le trote
della Valnerina su Raiuno alla Prova del Cuoco
La
popolare trasmissione di Raiuno “La Prova del Cuoco”, in onda
ogni mattina da mezzogiorno, ospiterà domani le
trote della Valnerina allevate negli impianti
lungo il fiume Nera e i suoi affluenti.L’esperto
Beppe Bigazzi che, insieme ad Antonella Clerici
e Anna Moroni, conduce la trasmissione esporrà
sul suo tavolo dei “buoni prodotti”, la
produzione ittica della Valnerina, soffermandosi
sulle qualità del pesce d’acqua dolce prodotto
in allevamento. Le trote fario, quelle iridee,
le salmonate, i filetti freschi o essiccati, i
salmorini raggiungono ogni mattina, dagli
impianti della Valnerina, veri leadears del
settore, tutta l’Italia e anche l’estero,
finendo sui banchi di vendita o nelle industrie
per l’ ulteriore trasformazione. Quelle che
verranno presentate domani provengono dagli
allevamenti di Vallo di Nera e Preci .La
limpidezza delle acque e gli accorgimenti nelle
fasi di allevamento hanno di recente fatto
ottenere alle aziende occupate nel ramo la
certificazione EMAS di qualità ambientale. Le
trote della Valnerina, che garantiscono
l’assoluta tracciabilità, sono riconoscibili dal
consumatore per l’etichetta posta su ogni
singolo pesce, dove vengono descritti la specie,
l’origine, il metodo di produzione, il tipo, la
data di confezionamento e il nome del
produttore.L’invito, dunque a consumare un pesce
d’acqua dolce garantito, sicuro, tracciabile,
con alti
valori nutrizionali, di elevata digeribilità e
dal gusto gradevole e delicato che ben si
accompagna alle ricette tradizionali umbre,
prime fra tutte la cottura alla brace con l’olio
extravergine d’oliva o la farcitura con il
tartufo nero. Tutte caratteristiche che si
accompagnano a costi bassi, di gran lunga
competitivi con il resto dei prodotti ittici e
alla portata di tutti.
Comunicato
stampa del 28 settembre 2007
I
formaggi della Valnerina ai “Primi d’Italia”
Domani
a Foligno, a
mezzogiorno, i formaggi della Valnerina
saranno i protagonisti di un educational che si
terrà a Foligno in occasione della
manifestazione i“Primid’Italia”.
Presso la Taverna Mora,
nel villaggio n° 16
dedicato alla Natura e ai prodotti bio, i
produttori di formaggio della Valnerina , in
collaborazione con il Gal Valle Umbra Sibillini,
l’Aiab e le Città del Bio, presenteranno il
meglio della loro produzione alle
centinaia di visitatori che affollano la
manifestazione.Anche il titolo dato
all’educational, Pasta e Cacio, promette già
sapori schietti e gustosi: pecorini stagionati e
freschi ottenuti dal latte lavorato a crudo,
ricotte, caprini, pasta molle con zafferano.
I formaggi saranno presentati da Mariano
Pauselli dell’Università di Perugia, dal
presidente dell’Associazione “I formaggi della
Valnerina” Sergio Rossi, dal tecnico ed esperto
della Comunità Montana della Valnerina Francesco
Rossi.L’associazione degli allevatori e dei
casari della Valnerina si è costituita da
qualche mese, su proposta della Comunità Montana
e con l’ausilio delle associazioni di categoria,
per valorizzare,
tutelare e caratterizzare la produzione
locale frutto di una tradizione storica, che
viene apprezzata dai migliori buongustai.
Un’iniziativa per fare sul serio e che punta con
decisione su un prodotto caratteristico della
montagna .L’invito a partecipare all’educational
di Foligno è rivolto a tutti gli amanti
delle prelibatezze e agli appassionati di
formaggio che troveranno sapori sorprendenti. La
partecipazione è gratuita.
Comunicato
stampa del 26 novembre 2007
Decennale terremoto: l’impegno delle Comunità
Montane
Nel decennale del terremoto
che il 26 settembre 1997 colpì l’Umbria e le
Marche, l’Uncem Umbria vuole ricordare
l’impegno profuso dalle Comunità Montane
dell’Umbria in quei giorni.
Squadre di tecnici e operai furono impiegati sin
da subito per soccorrere i luoghi più disastrati
e per collaborare nella rilevazione e nella
schedatura dei danni .
Ma un’altra opera importante impegnò le squadre
in collaborazione con
la Regione
dell’Umbria.
Mentre si allestivano i villaggi di containers
per ospitare le persone e i servizi, le Comunità
Montane costruirono decine di ricoveri in legno
per le 277 aziende agricole che avevano visto le
loro stalle e fienili vacillare o crollare sotto
le scosse sismiche.
Cinque Comunità Montane, quella dell’Alto
Chiascio, quella della Valnerina, del Subasio,
dei Monti Martani e del Trasimeno edificarono in
tempi molto brevi rispettivamente 67, 43, 88, 46
e 33 edifici in legno che permisero agli
agricoltori di ricoverare il bestiame e i
foraggi minacciati dall’arrivo dell’inverno.
Strutture costruite nei pressi di quelle
danneggiate, situate soprattutto nelle piccole
frazioni di montagna dove gli agricoltori erano
rimati a presidiare il territorio e dove le
Comunità Montane, abituate a raggiungere
i luoghi più impervi, arrivarono con celerità.
Fu un risultato molto importante che
permise di mantenere le attività dove erano
sorte e che
dette la possibilità a molti nuclei familiari,
impegnati nell’allevamento e nella coltivazione
della terra, di alleviare i forti disagi di quei
giorni e di
continuare il lavoro con dignità.
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UMBRIA; PROROGA DOMANDE ACCESSO PREMI
FORESTAZIONE (ANSA) - PERUGIA, 5 SETTEMBRE -
Ci sarà tempo fino al 21 settembre per
presentare le domande di accesso ai premi
ventennali previsti dalla misura "forestazione"
del Regolamento comunitario "n. 1974/2006".
Accogliendo la decisione assunta in tal senso
dall'Agenzia per le erogazioni in agricoltura,
la Giunta regionale dell'Umbria - è detto in suo
comunicato - ha prorogato, su proposta
dell'assessore all'agricoltura e foreste Carlo
Liviantoni, la data di scadenza per la
presentazione delle domande di conferma degli
impianti realizzati. La Regione ha spiegato che
il provvedimento si è reso necessaria per
superare la difficoltà causale dal
perfezionamento della procedure informatiche
predisposte da "Agea" e legate alla nuova
stagione dei fondi cominitari.
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A Campi
di Norcia, l’artista Franco Massei espone
sculture e foto d’epoca
La bella mostra fotografica
e artistica allestita a Campi di Norcia da
Franco Massei con la collaborazione del Cedrav,
della locale Comunanza Agraria , del Comitato
Castello di Campi, della Pro Loco,
dopo l’inaugurazione del 20 agosto scorso
è stata visitata da decine e decine di turisti.
Più di cento immagini fotografiche in bianco e
nero scattate dalla fine dell’ottocento fino ai
recenti anni ottanta, stupiscono i visitatori
per
il racconto e le emozioni che sanno suscitare.
Ideatore e curatore dell’iniziativa è Franco
Massei, originario di Campi e ora residente ad
Aprilia, vicino Roma, che
ha
raccolto con pazienza e passione i materiali
cercandoli nel suo archivio personale e in
quello degli abitanti del suggestivo borgo dei
Monti Sibillini. Ne sono scaturiti un lavoro
corale e una
raccolta straordinaria che ha la forza di
evocare in tutti
non solo pensieri curiosi e nostalgici,
ma di scoprire un vero filo comune che ha
caratterizzato la vita di montagna. Un filo
fatto di solidarietà, di economia, tradizioni,
di tenacia, capace di far ritrovare insieme
vecchi e giovani abitanti, turisti e lontani
emigrati, ritornati anche dagli Stati Uniti per
godere dell’occasione.
Una mostra da non perdere, che vede esposte
anche le opere dell’artista realizzate in legno
con la tecnica a intarsio. Dei veri capolavori
di bravura, un lavoro
difficile, da certosino medievale, che Franco
Massei ha realizzato
con seghetti, sgorbie e bulini e tanta passione
e che si ispira ai capolavori conservati nelle
chiese di Campi, come il prezioso quadro della
Madonna delle Grazie o
a vicende d’attualità.
Entrando nella sala espositiva ci si ritrova a
sfogliare un diario, dove le immagini conservate
dalla memoria si snodano secondi i ritmi dei
luoghi, delle piazze, degli scorci dei vicoli
nativi.
Le due mostre, quella fotografica e quella
artistica, insieme a una esposizione
documentaria del Cedrav, potranno essere
visitate a Campi , lungo la splendida vallata
che collega Norcia a Preci, nei giorni feriali
dalle 16,00 alle 20,00 e nei giorni festivi
oltra che nel pomeriggio, anche di mattina dalle
10,00 alle 13,00.
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COMUNICATO stampa del 26 luglio 2007
ADOZIONE PIANO
PARCO NAZIONALE DEI MONTI SIBILLINI
Si comunica che presso la sede della
Comunità Montana
della Valnerina con sede a Norcia in Via
A.
Manzoni, 8, dal 16 luglio 2007 e per 40 gg.
consecutivi, è depositato il Piano per il Parco
Nazionale dei Monti Sibillini.
Presso il protocollo della Comunità Montana, i
cittadini interessati troveranno l’intero
documento e gli appositi modelli per inoltrare
eventuali osservazioni. La modulistica sarà
scaricabile anche dai siti
www.comunitamontanavalnerina.it
www.sibillini.net
Il Piano del Parco rappresenta per l’intero
territorio, in particolare per
Norcia e Preci ,
un atto fondamentale.
La Comunità Montana
promuoverà nelle prossime settimane, in
collaborazione
con i Comuni interessati, alcuni incontri
partecipativi per la presentazione del
documento.
Download file
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Mostra dell’artigianato artistico locale
Sarà inaugurata sabato 4 agosto a Norcia la mostra
dell’artigianato artistico locale che si svolgerà per
tutto il mese di agosto, e fino al 9 settembre dalle ore
17 alle 23, presso il centro valorizzazione prodotti
tipici, nei pressi di piazza San Benedetto.
Partita in sordina nel 2002 la mostra, giunta alla
quinta edizione, è entrata ormai a far parte stabilmente
degli eventi che caratterizzano il cartellone dell’
“Estate Nursina” grazie ai pregevoli risultati legati
alla qualità degli artigiani che espongono, dato
sottolineato da un sempre più crescente numero di
persone che negli anni ha visitato la mostra.
Patrocinata dal Comune di Norcia e dalla Comunità
Montana Valnerina, con il contributo degli istituti di
credito, della Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto,
la mostra è realizzata in stretta collaborazione con
l’assessorato al turismo, la Confartigianato, l’Ascom
Valnerina e, naturalmente,
con gli artigiani che si dimostrano sempre più
sensibili all’iniziativa.
Mobili vecchio stile, tessuti pregiati e tendaggi di
antica bellezza, come ricami e merletti fatti a mano, ma
anche ceramiche artistiche e sculture, insomma il frutto
della creatività e della maestria degli artigiani,
coniugato anche con la tecnologia, troverà posto negli
spazi espositivi preposti, restituendo uno spaccato
della realtà locale a volte dimenticato.
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comunicato stampa del
27.7.07
Vallo di
Nera bandiera arancione sempre di più tra le mete del
turismo d’eccellenza
Vallo di Nera, pietra e fascino, è
il più piccolo tra i nove selezionatissimi comuni
dell’Umbria che si
sono visti riconoscere dal Touring club italiano
il pre | | |