SCHEDE DI AZIONE/INTERVENTO 6.H.2

“Il  Verde in Valnerina”

 

TIPOLOGIA 1

“UN GIARDINO APPENNINICO”

LABORATORIO GERMOPLASMA, GIARDINO APPENNINICO, CENTRO DIDATTICO E MUSEO BOTANICO

 

 

 

PROGETTO ESECUTIVO

 

 

 

 

 

DESCRIZIONE DELL’AZIONE INTERVENTO

 

La scheda prevede:

1.       L'avvio delle attività di ricerca attraverso l'attivazione del laboratorio per la conservazione e la gestione del germoplasma vegetale locale e delle serre e più precisamente :

·         Raccolta, Valutazione e classificazione, da parte della CMV ed altri soggetti, di specie spontanee ed ecotipi locali tipici della Valnerina e costituzione della collezione del germoplasma (articolazione  A della scheda)

·         Sviluppo da parte della CMV e Università, di protocolli di laboratorio per la conservazione e propagazione delle specie presenti in collezione ed individuazione di nuove specie di interesse ambientale e territoriale (articolazione B della scheda);

·         Mantenimento della collezione ex situ (area vivaio, germoplasma in vitro e serre) (articolazione C della scheda);

·         Predisposizione di software per la gestione della collezione. Informatizzazione ed     implementazione dei dati scientifici.  Costituzione di un sito internet per consentire il contatto con  istituzioni nazionali ed internazionali (articolazione D della scheda).

2.       Allestimento di campi dimostrativi e sperimentali (lenticchia, cotogno, farro, specie medicinali e aromatiche) adottando tecniche colturali ecocompatibili con la partecipazione degli agricoltori e con risvolti anche nel mondo scolastico (articolazione E della scheda).

3.       Allestimento del centro didattico.  Collaborazione con le strutture del territorio sulle tematiche ambientali.  Realizzazione di un catalogo ed erbario delle specie e varietà locali e divulgazione e pubblicazione delle attività svolte dal centro del germoplasma appenninico. Completamento del giardino e realizzazione del percorso visita con adeguamento ai portatori di handicap (articolazione F della scheda)

4.       predisposizione di pacchetti turistici rivolti al mondo della scuola e delle associazioni per portatori di handicap per soggiorni di visita e di studio (articolazione G della scheda).

5.       valutazione e caratterizzazione di specie di particolare interesse non presenti nell’attuale mercato vivaistico e che possono avere riscontro in mercati di nicchia (ripristino ambientale nei parchi, piante legate a manifestazioni culturali, ecc.) e che permettano l’auto sostenibilità del progetto (articolazione H della scheda).

6.       Costituzione della banca del germoplasma come riserva e duplicazione dei materiali vegetativi in collaborazione con Parco Tecnologico Agroalimentare (articolazione I della scheda).

 

OBIETTIVI DELL'AZIONE/ INTERVENTO

 

La Comunità Montana della Valnerina ha realizzato in loc.  Castel S. Felice di S.ta Anatolia di Narco un centro polifunzionle legato alla valorizzazione ed alla tutela dell'ambiente e delle risorse naturali del territorio.  Il centro è composto da una struttura adibita a centro didattico e

Centro didattico e museo  botanico

 

museo botanico, da un giardino appenninico, da un laboratorio del germoplasma e delle colture in vitro e da un'area vivaistica con annessa una serra.  Nel giardino appenninico sono presenti le specie forestali e cespugliose tipiche della dorsale appenninica, inserite sia singolarmente, o in gruppi di associazione botanica a rappresentare le biocenosi tipiche della zona.

Questo centro nasce dalla realizzazione di tre progetti distinti.  Il primo, chiamato giardino appenninico e centro didattico, ha come obiettivo quello di «esaudire» una domanda sempre più crescente di turismo ambientale e soprattutto di fare da riferimento al mondo scolastico per quanto riguarda l'educazione ambientale.  Il secondo, legato alla realizzazione del laboratorio del germoplasma, ha come scopo quello della tutela e della conservazione del patrimonio naturalistico locale.  Il terzo, con l'utilizzo del vivaio e delle strutture annesse, attraverso la sperimentazione di colture minori e l'istituzione di un centro pilota volto anche all’assistenza tecnica, ha come scopo quello di fare da punto di riferimento per le aziende agricole locali.

 

Gli obiettivi sono quindi quelli della tutela e conservazione del notevole patrimonio naturalistico locale,  della valorizzazione delle sue risorse naturali ed ambientali proprie del territorio, intesa come premessa per uno sviluppo economico sostenibile dell'ambiente rurale e per l’esaltazione delle peculiarità e specificità dello stesso nella promozione dei settori ambientale, rurale, agro-alimentare, dell’educazione scolastica e del turismo di qualità.

Va ricordato altresì che questo progetto va ad inserirsi in un contesto d’area interessantissimo, sia per la bellezza del territorio, sia per le strutture e le opere d’arte ivi concentrate e quindi va inserito in un progetto d’area più complessivo. E’ intenzione della CMV di far conoscere in tutto il territorio gli aspetti di questo progetto. Intorno a questo progetto ed eventualmente ad altri in fase di realizzazione da parte di altri enti, può nascere in concertazione, un nuovo rapporto tra abitanti, attività produttive ed enti programmatori. Un tale coinvolgimento permetterà di proporre ai visitatori un percorso ideale nel quale tutti i soggetti hanno un ruolo importante (abitanti, ambiente, mondo produttivo, settore terziario, mondo scientifico, mondo tecnologico).

E’ importante insieme alla riproposta della nostra storia, alla rivalutazione dei santi, alla visita di paesaggi e strutture architettoniche di valore, ripercorrere  attraverso il lavoro effettuato nei tempi il cammino dell’uomo, la sua evoluzione il suo rapporto con la natura e di far risentire ai visitatori ed in modo particolare agli  studenti come propria una  natura un tempo in armonia

 

 

            Vivaio forestale, serre ed altre infrastrutture

 

        Stazione di rilevamento dati metereologici

 

con l’uomo, ora spesso dimenticata. Questo progetto va quindi ad inserirsi in un contesto complessivo, dove ogni azione produce un risultato anche attraverso il supporto delle altre azioni.

Valutando un aspetto più specifico, si può affermare che in Valnerina Il degrado ambientale assume una certa rilevanza a causa  di un continuo spopolamento del territorio, con il conseguente aumento dei terreni incolti ed in quest’ultimo periodo anche all'abbandono delle tradizionali tecniche di utilizzazione del territorio agro-forestale a favore di pratiche più moderne. Ciò determina vari effetti negativi tra i quali particolare importanza assume l’instaurarsi di fenomeni di erosione genetica, cioè la perdita di variabilità genetica per le specie vegetali caratteristiche dell’agricoltura tradizionale e dell’ambiente locale. Tale perdita può portare anche alla scomparsa di colture tradizionali e di ecotipi di interesse forestale ed ornamentale concorrendo così alla perdita culturale dell’area, spesso fortemente legata a specifiche pratiche agricole.

Con l'avvio del presente progetto, la CMV, intende dare attuazione al contenuto più qualificante della sua attività politico - amministrativa, allineandosi agli indirizzi programmatici dell'Unione Europea, nonché ai contenuti del piano Regionale di Sviluppo.

In questo ambito, la messa a punto di tecniche di propagazione delle più importanti essenze locali potrà essere utilizzata sia nella loro conservazione che nel loro reinserimento locale, ove esso si renda necessario, sia nella loro commercializzazione.

Essendo ogni progetto di supporto e complementare agli altri, esiste la necessità di attivare gli interventi necessari nel loro complesso. E' nato così un centro polifunzionale che coinvolge i settori Ambiente, Agricoltura, Istruzione e Turismo.  Tale centro è pronto per diventare operativo ed è quindi necessario predisporre con sollecitudine un piano di gestione analitico e dettagliato per rendere efficienti le strutture sia in termini didattici, scientifici, che di animazione interna ed esterna.

Il centro in oggetto ha tra i suoi obiettivi, oltre quello già indicato di tutelare e preservare la variabilità genetica presente in zona e renderla fruibile alla collettività, anche quello di svolgere un'azione di sensibilizzazione nei confronti della popolazione, soprattutto in età scolare, per renderla più pronta a recepire le problematiche ambientali.

 

 

 

   Serre

 

 

 

In sintesi, l’attuazione della presente scheda porta al raggiungimento di due obiettivi fondamentali:

 

A) Rendere operativo tutto il centro di S.ta Anatolia nei diversi aspetti previsti dal piano originale ed avviare le prime fasi di gestione.

E' fondamentale che questo complesso di strutture ed infrastrutture non sia rivolto ad un solo interlocutore-fruitore  ma indirizzato a:

-        L’ambiente scientifico (sperimentazione, studio, conservazione e diffusione delle conoscenze acquisite);

- Il mondo agricolo (caratterizzazione delle varietà locali ancora coltivate e loro utilizzazione);

- Il settore turistico (diffusione della conoscenza del patrimonio botanico locale);

- L’ambiente scolastico (sensibilizzazione alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio rurale ed ambientale).

Ciò significa riuscire a concatenare le diverse azioni dei progetti presi singolarmente per raggiungere un risultato sinergico significativo e con un possibile impatto, oltre che a livello locale, a livello sia nazionale che internazionale.

 

B)    Ricercare ed individuare gli interlocutori per una futura gestione per arrivare ad 

       un auto sostentamento finanziario della struttura.

 

Questa ricerca, in parte già effettuata, si sviluppa nell’ambito di quattro linee d’indirizzo.

La prima riguarda il mondo scientifico.

L’obiettivo è quello di riuscire a fare rientrare il nostro centro nei progetti di sperimentazione di vari enti scientifici. Sono già stati sentiti diversi organi scientifici che hanno dimostrato grande interesse sia per le strutture (laboratorio e serre) sia per l’ubicazione del centro che sta in un luogo di grande interesse naturalistico, ambientale e scientifico (Un territorio ricco di specie vegetali, sia erbacee che arboree).  Il laboratorio e tutta l’area  del centro possono essere messi a disposizione per progetti che rientrano nei programmi di sperimentazione di Enti nazionali (Università, Parco agroalimentare di Todi, Parchi nazionali, ecc.). Si sta valutando la possibilità di organizzare dei corsi universitari.

 

Laboratorio coltivazione in vitro

 

La seconda riguarda la produzione di piante.

Le dimensioni del laboratorio e delle serre, nonché la disponibilità di vari appezzamenti di terreno permettono di pensare ad una produzione di piante per la vendita. La produzione di piante ornamentali per il mercato tradizionale diventa un impegno difficile e non rimunerativo, sia perché il mondo vivaistico tende a centralizzare le produzioni per abbattere i costi, sia per le difficoltà di organizzazione ad azienda privatistica che ha un Ente pubblico. Pertanto l’interesse della Comunità Montana va verso la produzione di piante del posto di particolare interesse sia per il riambientamento che per il loro valore ornamentale. In pratica si metterà in produzione quelle specie locali studiate in questo progetto che avranno le caratteristiche di cui sopra. Questa produzione sarà indirizzata nelle zone di particolare interesse naturalistico ed a tutte le aree protette. A breve saranno sentiti tutti i più importanti parchi e con quelli interessati sarà fatta  una convenzione nella quale sarà stabilito il tipo ed il numero di piante  di cui il parco avrà bisogno. La produzione di alberi ed arbusti servirà al riambientamento di superficie protette ed i fiori e le piante officinale saranno offerti o venduti ai visitatori del parco.

La terza riguarda il turismo.

Già si è parlato di educazione ambientale e di turismo legato al mondo della scuola, ma ci stiamo strutturando per accogliere un flusso turistico di più ampio respiro. Con la realizzazione del museo botanico, con la apertura al pubblico del laboratorio e con il completamento del giardino appenninico, il centro ha a disposizione un pacchetto turistico di un certo interesse. La ricaduta comprende sia l’introito per la vendita dei biglietti, sia il ricavato dalla vendita delle piantine ai visitatori.     

La quarta riguarda il collegamento di questo progetto alle azioni programmatiche e produttive dell’area nel quale è inserito.

Ogni azione del progetto avrà una propria ricaduta economica che aumenterà se queste azioni saranno interconnesse tra di loro. Ma un aspetto ancora più interessante è quello che il progetto così formulato rientri nell’ambito di un progetto d’area più complessivo. In bassa Valnerina stanno per partire due progetti legati al Giubileo ed inoltre esistono importanti  strutture ricettive (alcune in fase di inizio dell’attività) di ristoro e di pernottamento. Vicino all’area del vivaio è presente una chiesa con annesso monastero che verrà ristrutturato nell’ambito di uno dei due progetti sopra richiamati che diventerà centro di accoglienza. Nel centro abitato di S.Anatolia di Narco sta per iniziare l’attività un ostello. In zona ci sono alcune aziende agricole interessate alla coltivazione di piante alternative purché siano seguite sia per l’aspetto produttivo che per quello commerciale. Il centro polifunzionale della Comunità Montana, in una proposta turistica complessiva può allo stesso tempo diventare un punto fermo della proposta ed usufruire delle opportunità proprie delle altre componenti.

 

           

                       orchidea

 

Per esempio, la presenza di strutture ricettive particolari (agriturismi, ostello, ecc.) può facilitare il raggiungimento di un intesa per la predisposizione di corsi universitari; Ci saranno più occasioni per i visitatori: il turista religioso potrà, oltre a soffermarsi nella basilica di S. Felice, avvicinarsi alle bellezze dell’ambiente visitando il museo botanico, come il turista ambientale potrà gioire per la bellezza costruttive a della chiesa, ecc.

   

In tal merito le azioni proposte per rendere operativo il centro di S. Anatolia di Narco e quindi per poter redigere un piano di gestione sono:

 

1.      piano di gestione specifico per ogni attività

      1.A.  Attivazione e conduzione del Germoplasma e delle serre:

a)      studio e sperimentazione per attuare lo sviluppo dei protocolli e quant'altro inserito 

      nella scheda;

b)      attivazione e conduzione vera e propria.

       1.B.  Allestimento e conduzione del giardino appenninico.

       1.C.  Predisposizione e gestione dei campi sperimentali.

               1.D.  Allestimento e conduzione del centro didattico e del museo botanico.

 

 2.   studio preliminare sulla richiesta turistica e predisposizione pacchetti turistici:

       2.A.  Visite didattiche.

       Studio sul grado di accettazione da parte del mondo scolastico nei riguardi di un centro 

       come quello di S. Anatolia di Narco e sul possibile flusso sia quantitativo che qualitativo  

       delle scuole presso il centro stesso ;

       2.B.  Studio sul possibile flusso turistico più allargato ;

       2.C.  Realizzazione di pacchetti turistici di soggiorno e visite guidate.

 

  3.   coordinamento degli interventi

        3.A.  Studio delle interazioni tra i diversi settori di intervento ipotizzati dal progetto ;

     3.B  Messa a punto di una procedura gestionale che tenga conto sia dello sviluppo dei 

            singoli  progetti che di quello complessivo dell’azione.

       All’interno del centro i risultati ricercati saranno diversi a seconda degli obiettivi posti. Ad esempio, i risultati attesi per il progetto che riguarda il laboratorio del germoplasma      saranno rappresentati sia dal funzionamento del laboratorio per quanto concerne la      conservazione e la  propagazione del materiale genetico collezionato sia dal suo      inserimento nel piano visite didattiche e turistiche.

 

 4.    Inserimento del centro del germoplasma in programmi e progetti a più ampio respiro in linea con gli obiettivi economico-politici della CMV.

 

 5.   Coinvolgimento di altri Enti e settori, oltre a quello della scuola, quali possibili fruitori del centro  interessati alle produzioni ed ai servizi forniti dal centro stesso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI PROGRAMMATI

 

1.     AVVIO ATTIVITA’ DI RICERCA ATTRAVERSO L’ATTIVAZIONE DEL LABORATORIO DI COLTIVAZIONE IN VITRO E DELLE SERRE  (punti A,B,C,D,H,G della scheda)

 

La realizzazione di questo intervento è attuato dalla CMV in stretta collaborazione con un Ente Pubblico di Ricerca che ne prenderà la responsabilità scientifica. Le scelte programmatiche sono decise congiuntamente dai due enti, mentre un ricercatore dell'Ente di ricerca farà da direttore scientifico con il compito di coordinare l'intervento e di dirigere e far funzionare il laboratorio.  E’ stata fatta una convenzione con l’Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Arboricoltura e Protezione delle Piante, per la durata di un anno, rinnovabile, con la quale l’Ente di Ricerca, si prende l’incarico di direttore scientifico nella figura del prof. Alvaro Standardi. L’attività di laboratorio viene svolta da un tecnico specializzato, con il quale è stata redatta apposita convenzione, valida fino a tutto il 1999, coadiuvato da tecnici della CMV che hanno partecipato ad un corso di aggiornamento nel quale era previsto anche attività di laboratorio. E’ intenzione rinnovare questi rapporti di lavoro e collaborazione e di intraprendere nuovi rapporti con altri Enti del settore, interessati a questo progetto.

 

1.1 (articolazione A della scheda) Raccolta, Valutazione e classificazione di specie spontanee ed ecotipi locali tipici della Valnerina e costituzione della collezione del germoplasma

 

Le varie fasi dell'azione sono :

1.1.1.      Individuazione degli ecotipi locali che saranno oggetto dell'azione.  La scelta verrà fatta  

             nell'ambito dei seguenti gruppi di specie spontanee.

a)      cespugli (agrifoglio, corniolo, spino nero, ginestra, biancospino, ecc.);

b)       piante del sottobosco (frutti di bosco, pungitopo, ecc.);

c)      piante spontanee delle ripe, delle radure e degli incolti (asparago selvatico, timo serpillo   ed altre piante officinali, ecc.);

d)      fiori spontanei (orchidee, narciso, frittellaria, primule, viole, aquilegia, ecc.).

e)      colture agrarie (farro, lenticchia, cicerchia, ecc.).

f)       specie forestali e più precisamente ecotipi di piante che normalmente non vivono nei nostri ambienti e che vanno a formare delle nicchie di particolare interesse naturalistico (frassino, Rhamnus, ecc.)

       La scelta verrà effettuata sulla base dei seguenti presupposti:

a)    Valore storico ed ambientale della specie presa in esame;

b)    Pericolo di estinzione della specie o dell'ecotipo nell’ambiente della Valnerina;

c)    Valenza della specie nel settore agro-forestale, turistico e ambientale in rapporto al 

     parco dei Monti Sibillini.

La scelta degli ecotipi viene fatta sia in funzione della conservazione, propagazione e coltivazione in vitro, sia anche in base alla conservazione in situ e alla propagazione e coltivazione in serra ed in pieno campo. Questo perché per molte piante di interesse naturalistico ed agrario esistono dei protocolli di coltivazione per seme o per talee molto efficaci

Saranno individuate almeno 35 specie, quelle che rappresentano meglio le peculiarità del territorio. Saranno classificate e fatte oggetto di studio. L’elevato numero di specie ed ecotipi da classificare e studiare deriva dalla necessità di individuare almeno una decina di specie di particolare interesse per cui sarà importante continuare la sperimentazione per la coltivazione e propagazione.

Le azioni di valutazione e di individuazione degli ecotipi da utilizzare sono già avviate e termineranno entro il mese di giugno 2000.

1.1.2.Raccolta e  trasferimento presso il centro aziendale della CMV degli ecotipi individuati.

         A decorrere dall’estate 1998 è iniziata la individuazione e la raccolta dei materiali erbacei e la prospezione dei materiali arbustivi ed arborei. Dalla primavera del 1999, sulla base dei risultati della prospezione effettuata, è stata avviata l’attività di raccolta e propagazione presso il laboratorio. Questa azione continuerà  per tutta la durata del progetto. 

          Verranno raccolti semi, parti di piante e piante intere che da conservare in ambienti idonei. Sarà individuato un appezzamento dove trapiantare e coltivare le piante raccolte che serviranno da piante madri par la raccolta di materiale necessario per riproduzione e coltivazione. L’impianto verrà fatto nella primavera del 2000.

 

1.1.3.  Costituzione della Collezione del Germoplasrna.  Per le specie che lo richiederanno verranno messi a punto i protocolli per la coltura in vitro, per la conservazione dei materiali collezionati su terreni artificiali specifici e per la loro successiva moltiplicazione. Ciò sarà possibile non appena individuati gli ecotipi di cui al punto 1.1.2. All’interno del laboratorio i materiali collezionati verranno mantenuti in vitro, per permettere una loro prolungata conservazione nel tempo e contemporaneamente propagati per il successivo ambientamento. Al termine della sperimentazione verrà prodotto un elenco dei protocolli utilizzati per la conservazione e propagazione dei materiali collezionati. Per le specie che lo richiederanno saranno messi a punto protocolli per la coltura in vitro e per la coltura in pieno campo; sarà allestito un idoneo locale per la conservazione dei semi. Sarà coinvolto anche un altro istituto universitario per la conservazione di semi e di altro materiale escluso quello in vitro e specializzato sullo studio genetico di specie agrarie. Si tratta  di definire le modalità ed il tipo di collaborazione l’Istituto intende fornire.

 

1.2.(articolazione B della scheda) Sviluppo di protocolli di laboratorio per la conservazione 

       e propagazione delle specie presenti in collezione.

 

Le modalità e i tempi per la realizzazione per la conservazione e la propagazione saranno definiti sulla base delle direttive indicate dal direttore scientifico e dei risultati della sperimentazione effettuata. Le specie studiate in questa prima fase saranno quelle spontanee distinte in due gruppi: di possibile interesse agrario ed ornamentale e di interesse ambientale. Sarà eseguita in via preliminare una ricerca bibliografica volta ad individuare e verificare la trasferibilità dei protocolli preesistenti e, qualora necessario, il direttore scientifico prenderà contatti con istituzioni di ricerca e singoli studiosi di riconosciuto valore. Per alcune specie, la cui riproduzione è ritenuta di grande importanza per la realizzazione dei progetti del centro e per le quali non esistono protocolli di riferimento verrà iniziato lo studio per lo sviluppo di protocolli di laboratorio. Va specificato, a proposito, che lo sviluppo di protocolli non ha tempi stabiliti, e che spesso occorrono anni per individuare dei protocolli di laboratorio, con conseguenti alti costi. Si cercherà, quindi, di sviluppare i protocolli di quelle specie che hanno similitudini con altri protocolli già esistenti e di intraprendere lo sviluppo di protocollo di altre due o tre specie. Si continuerà lo studio per lo sviluppo di protocolli di laboratorio per le piante di particolare interesse e che ancora non è stato sviluppato completamente.

 Quest’azione, assieme a quella di cui al punto 1.1.3., iniziata con il trasferimento degli ecotipi presso il centro aziendale, si concluderà nel giugno del 2001. L’elaborazione dei risultati conseguenti si articolerà nei mesi successivi, entro comunque il mese di ottobre dello stesso anno. Alla fine degli anni 1999 e 2000 verrà comunque fatta una relazione sui risultati raggiunti. 

 

1.3. (articolazione C della scheda) Mantenimento della collezione ex situ (vivaio, laboratorio e serre)

 

Con l’inizio del prossimo anno, dalla collezione delle specie  di cui al punto 1.2. si avvierà la produzione di piantine da acclimatare in serra e successivamente trasferire in campo. Tale attività assicurerà da un lato la sopravvivenza delle piantine provenienti dalla collezione e dall’altro l’inizio delle sperimentazione tendente a valutare i materiali vegetativi allevati utilizzando tecniche ecocompatibili. Questa valutazione di base servirà anche a verificare la validità di certe caratteristiche di alcune specie per una successiva immissione sul mercato e quindi con la possibilità di iniziare la produzione per scopi commerciali. Verrà previsto il Mantenimento della collezione in situ.

 

1.4  (articolazione H della scheda). Valutazione e caratterizzazione, di specie di particolare

     interesse non presenti nell’attuale mercato vivaistico e che non possono avere 

     riscontro in mercati di nicchia (ripristino ambientale dei parchi, piante legate a

     manifestazioni culturali, ecc.) e che permettano l’autosostenibilità del progetto.

 
Al fine di poter gestire in modo redditizio il laboratorio e quindi oltre ad inserirlo nell’ambito delle attività turistiche, didattiche e di sperimentazione, è necessario iniziare una vera e propria attività produttiva legata al mercato. E per entrare sui vari mercati, oltre alle necessarie indagini per imparare a conoscere i possibili soggetti fruitori nonché le loro esigenze specifiche ed indirizzare la propria produzione verso nicchie di mercato stabili occorre avere a disposizione di una discreta variabilità di materiale. Considerato poi che il materiale che si vuole offrire deve provenire direttamente ed esclusivamente da ecotipi locali, occorre acquisire una conoscenza piuttosto accurata del materiale da offrire sia rispetto al numero di specie che alla loro specificità.

Mentre nei punti precedenti l’obiettivo principale è quello di fare una ricerca sulla caratterizzazione di specie erbacee ed arboree per valutare il valore ambientale del territorio e per avere a disposizione del materiale del luogo per operazioni di ripristino ambientale e/o di rimboschimento, con questa articolazione l’obiettivo è quello di utilizzare tutte le conoscenze fin qui ottenute sulle specie locali di un certo valore ornamentale, di approfondirne lo studio, in modo da pensare ad una produzione per la messa in vendita sul mercato specifico. Lo studio è indirizzato verso tre linee di intervento:

-          scelta delle piante e del protocollo di produzione delle stesse;

-          calcolo dei costi di produzione;

-          analisi di mercato e ricerca di aree di nicchia che possono garantire la vendita di queste specie.

Lo sviluppo di questa attività comporta un duplice vantaggio:

-          mettere a regime una struttura polivalente (Laboratorio, serre, ecc.) che con la sola ricerca e sperimentazione diventerebbe improponibile;

-          Dare un reddito che permetta , assieme ad altri proventi che possono venire dall’attività didattica e turistica, l’autosotenibilità del progetto. E’ importante capire che in questo progetto le azioni di ricerca e di sperimentazione non vengono sostenute con il 100% di contributo pubblico ma è previsto un coofinanziamento del 50%.

 

Fino a d’ora sono stati presi in considerazione soprattutto lo studio, la propagazione e la conservazione di piante da fare in laboratorio. Molte piante possono essere propagate, coltivate e conservate con sistemi più semplici (seme, radicamento per talea, ecc.). E’ importante inoltre verificare per le piante di interesse commerciale e che possono essere prodotte per la vendita quale sia il sistema di propagazione migliore e più economico.

Questa azione apre ad una esigenza, prevista negli obiettivi ma non contemplata nelle azioni fin qui realizzate, che è quella di diventare un punto di riferimento per gli agricoltori della zona. Cercare di dare una risposta per una rivalutazione delle attività agricole, significa dare delle alternative agli operatori del settore. Sarà necessario valutare specie ornamentale che la stessa CMV potrà coltivare e vendere e valutare piante, specie ecotipi o quant’altro di interesse agrario che possono essere coltivate in loco. In questa ottica può diventare interessante reintrodurre la coltivazione di specie quali canapa, lino, scotano ecc. e quindi reperire del materiale, studiarlo, conservarlo.

La scelta delle piante e del protocollo di produzione e l’analisi di mercato sono già state avviate.  Sono stati presi contatti con aree parco dell’Italia centrale, che hanno dimostrato grande interesse.  Entro il mese di marzo 2000 saremmo in grado di quantificare questo interesse.

Entro la fine dell’anno saremmo in grado di avere un primo elenco di piante di un certo pregio di interesse per le aree coinvolte. A partire da gennaio 2000 si metteranno a punto le tecniche di produzione ed effettuare un’analisi dei costi. A seguire saranno messe in coltura quelle specie che daranno, dagli studi effettuati,  più garanzie.

La ricerca di specie, le analisi di mercato e la ricerca di nuove aree interessate continuerà per tutta la durata del progetto. Successivamente saranno interessate e coinvolte tutte le aree a parco della nazione. Nel caso di interessamento di alcune di esse si provvederà a lavorare su materiale vegetale del luogo.

 

1.5 (articolazione I della scheda) Costituzione della banca del germoplasma come riserva e 

      dupplicazione dei materiali vegetativi in collaborazione con il parco Tecnologico

      Agroalimentare.

 

La Regione ha ritenuto opportuno di dare grande importanza alla realizzazione di una banca di germoplasma del materiale vegetativo dell’Umbria. Per ovvi motivi di sicurezza e garanzia ha pensato di realizzare un'altra banca come riserva e duplicazione dei materiali vegetativi presenti presso la prima banca. Sulla base di queste valutazioni, pur inserendo anche altre attività di ricerca e di propagazione, è stato realizzato il laboratorio della CMV.

L’azione si svilupperà a partire dal 2000, mentre sono già iniziati gli incontri con il parco agroalimentare di Todi con il quale si stabilirà a breve come sviluppare questa collaborazione.

 

1.6 (articolazione D della scheda) Predisposizione di software per la gestione della

      collezione.  Informatizzazione ed lmplementazione del dati scientifici.  Costituzione di

      un sito Internet per consentire il contatto con istituzioni nazionali ed Internazionali.

 

Mano a mano che verranno definiti i protocolli e dopo aver terminato una prima fase di sperimentazione che porterà all’attendibilità dei risultati scientifici, questi, nonché tutte le nozioni derivate dalle attività di ricerca saranno raccolte assieme ad un elenco dettagliato dalle specie ed ecotipi studiati e definiti, presenti in collezione.  L'informatizzazione avverrà in conformità con altre istituzioni nazionali o internazionali e verrà creato un sito INTERNET in lingua italiana ed inglese per la divulgazione delle attività del centro.

Nel sito Internet sarà anche inserito un messaggio circa l’indirizzo produttivo specifico del progetto, che spieghi che esiste la possibilità nonché la capacità di andare a prelevare del materiale vegetativo in tutta Italia ed anche fuori dall’Italia, che poi potrà essere riprodotto, sia per studiarne la caratteristiche, che conservarle, sia a scopi di inserimento di specie locali nel mercato di ogni territorio specifico.

L’acquisto dell’attrezzatura è stato effettuato, occorre fare il collegamento. E’ necessario fare una linea telefonica in modo da portare il computer presso il laboratorio.

Il collegamento sarà predisposto entro e non oltre il 30/06/2000.

 

2.         ALLESTIMENTO DI CAMPI DIMOSTRATIVI E SPERIMENTALI (Lenticchia, 

       cotogno, Farro, specie medicinale ed aromatiche) ADOTTANDO TECNICHE  

      CULTURALI ECOCOMPATIBILE CON LA PARTECIPAZIONE DEGLI

      AGRICOLTORI E CON RISVOLTI ANCHE NEL MONDO SCOLASTICO. (punto E

      della scheda)

 

Il campo sperimentale verrà organizzato presso il vivaio della CMV. E’ intenzione della CMV prevedere tre differenti sperimentazioni: 

-          La prima consisterà nel mettere in coltura piante officinali e arbustive collezionate in zona.

-          La seconda sperimentazione metterà a confronto, per ciascuna specie di interesse agrario, gli  ecotipi