
LA VALLE DEL NERA
Castel S. Felice - S. Anatolia di Narco
facciata Chiesa S. Felice - particolare

Suggestiva allegoria del fiume Nera,
rappresentata dal terribile drago sconfitto da
Mauro e Felice che iniziarono così, l'opera di
bonifica della Valle del Nera. Oggi il fiume
Nera è limpido e pescoso ed è diventato
l'emblema della fertilità di tutto il territorio.
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LUNGO IL FIUME
l fiume Nera, lungo il suo corso, ha
modellato nel tempo un paesaggio superbo unendo
il suo nome ad un territorio che rappresenta in
un modo inequivocabile l'Umbria fluviale.
In particolare, tra Preci e Scheggino il fiume
serpeggia tra gole impenetrabili e piane
improvvise dando vita ad un paesaggio stupendo
dove l'acqua pura, la frescura e la folta
vegetazione creano angoli incantevoli.
Un
paesaggio selvaggio, ritmato però dagli
interventi dell'uomo: ponti, mulini, chiese che
occhieggiano lungo il fiume, coltivazioni e
villaggi che lo guardano dai fianchi scoscesi dei
versanti montani, torri di avvistamento che
dall'alto sembrano sorvegliare il lento scorrere
delle sue acque. Tutto concorre a fare di un
viaggio lungo il Nera una continua scoperta. |
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Escursione 1
Escursione 2
Escursione 3
Escursione 4

UNA NATURA GENEROSA
DIRETTAMENTE
DALLA TERRALa
Valnerina, ricca di boschi e pascoli è anche
ricca di frutti selvatici.
Accanto al tartufo, re di questi prodotti, molti
altri frutti hanno da sempre allietato le tavole
imbandite. Nei boschi e lungo i sentieri si
trovano fragole, more e larnponi per fare
deliziose marmellate; in primavera, chi non
assaggia con piacere la frittata o il risotto
agli asparagi selvatici o ai «lupari» e quanta
gente si perde fra i pascoli ed i boschi alla
ricerca del delicato «turino» o del più
saporito «porcino»? Questi prodotti, un tempo
necessari alla sopravvivenza degli abitanti, sono
ora diventati risorsa economica dando origine ad
aziende di produzione e trasformazione dei
prodotti come funghi, frutti di bosco, ma
soprattutto di lavorazione e commercializzazione
del tartufo.
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DIRETTAMENTE
DALL'ACQUACome il
tartufo è l'esempio dei frutti spontanei della
terra, così la trota è la regina del fiume Nera
e dei suoi affluenti. Pesce tipico delle acque
limpide, la trota Fario con i suoi colori attira
ogni anno migliaia di pescatori che l'attendono
con pazienza negli angoli più nascosti e
misteriosi del fiume. Fino a qualche anno fa
c'era anche un re a far compagnia alla trota: il
gambero di fiume, che ora si intravede solo in
qualche piccolo rio dall'acqua completamente
incontaminata.
Ecco spiegata allora l'arte di cucinare il pesce
nei ristoranti della Valnerina dove si trovano
molte specialità a base di trota e gambero tra
cui la trota al tartufo. Le numerose sorgenti
hanno favorito lo sviluppo di allevamenti di
trote ed inoltre l'acqua pura di alcune di esse
viene utilizzata e venduta come acqua minerale.
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IL
TARTUFO, UN PRODOTTO SPECIALEIl tartufo è un fungo sotterraneo che
vive in simbiosi con piante legnose: vari tipi di
querce, carpini, noccioli e pioppi. Il corpo
vegetativo si unisce fisicamente alle piccole
radici delle piante. In determinate situazioni si
sviluppa il frutto ambito, un tubero che cresce a
profondità diverse, di forma globosa, dalle
dimensioni che variano fra 1 e 10 centimetri e
una colorazione che va dal bianco crema al nero.
In realtà, il tartufo è molto più di un
semplice fungo, non solo perché è entrato di
prepotenza tra gli alimenti di spicco dell'alta
gastronomia, con il suo odore stuzzicante ed il
suo gusto forte e delicato allo stesso tempo, ma
anche perché il lato un po' misterioso della sua
crescita e della sua ricerca ha suscitato fin dai
tempi dei greci e dei romani, l'interesse di
filosofi e scienziati.
In Valnerina si trova il re dei tartufi neri, il
«Tuber Melanosporum» detto «Tartufo nero
pregiato di Norcia», accompagnato da suoi degni
vassalli, il «Tuber Aestivum» e il «Tuber
Brumale».
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